Ambiente

Plastica, dati di riciclo gonfiati? Denuncia Codacons in Procura

Sicuri che il sistema, ormai ventennale, dei consorzi sia il migliore strumento per garantire il recupero e il riciclo dei rifiuti, a partire dall’onnipresente ...

Di Redazione
Di FerranRelea (Opera propria) [CC BY-SA 3.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)], attraverso Wikimedia Commons

Sicuri che il sistema, ormai ventennale, dei consorzi sia il migliore strumento per garantire il recupero e il riciclo dei rifiuti, a partire dall’onnipresente plastica? Tra gli addetti ai lavori sempre più persone sollevano dubbi, evidenziando come il sistema attuale abbia fallito nel raggiungere gli obiettivi di riciclo fissati dalla legge. E ora sulla questione dovrà esprimersi anche la Procura della Repubblica.

L’associazione di consumatori Codacons ha infatti presentato un esposto alla magistratura di Roma chiedendo di aprire una indagine sull’attività dei due leader del settore, CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi) e COREPLA (Consorzio Nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica), per verificare il rispetto degli obiettivi minimi fissati dalla normativa vigente.

I dati ufficiali Corepla sono veritieri?

I dubbi dei consumatori riguardano in particolar modo i risultati raggiunti annunciati da Corepla nella relazione annuale di gestione, che fissano all’83,2% la percentuale di riciclo totale, ma che ad una attenta analisi non sembrerebbero corrispondenti alla realtà.

“Le relazioni annuali sulla gestione di COREPLA sembrerebbero non conformi nella misura in cui indicano il superamento degli obiettivi di legge e performance di recupero e riciclo maggiori rispetto a quelle realizzate dal solo sistema COREPLA” si legge nell’esposto Codacons. Al risultato del recupero “si arriva infatti al risultato finale dell’83,2% di recupero totale sono attraverso un “indebito conteggio” (Valori lo aveva già denunciato nel maggio 2016 – scarica qui il dossier VALORI_138 – maggio 2016 Inchiesta sistema riciclo plastiche italia e costi CDA corepla) . Ovvero inserendo anche i risultati conseguiti dal “riciclo indipendente” (pari a 344.000 tonnellate), dunque fuori dal circuito COREPLA (come già ammesso nella relazione IC49 dell’Antitrust, secondo cui il sistema CONAI/COREPLA “si attribuisce le performance” degli operatori indipendenti).

Inoltre, COREPLA conteggia anche i risultati conseguiti dai Comuni che pesano per ben 615.000 ton., ossia il “recupero energetico degli imballaggi in plastica presenti nei RU indifferenziati” e che avviene non a spese di COREPLA ma dei Comuni.

Il “vero” riciclo solo al 25% (contro il 60% fissato dalla legge)

C’è poi la questione di quanta, della plastica recuperata grazie alla differenziata, finisca effettivamente al riciclo. L’obiettivo di riciclo meccanico, fissato dalla Ue (nella direttiva imballaggi) e dal Codice dell’Ambiente, è rispettivamente del 26% e del 27,5%. In questo caso, è la stessa Corepla ad ammettere, nella sua relazione sulla gestione 2016, di riciclare 549.918 ton. su un immesso a consumo totale di 2.178.000 ton.: ciò significa che il riciclo Corepla è pari al 25,24% dell’immesso a consumo, per cui da solo il Consorzio sembrerebbe non raggiungere l’obiettivo di riciclo previsto dalla legge”.

Un peccato apparentemente veniale, con l’obiettivo sfiorato per pochi decimali. Ma, andando più a fondo, la situazione è ben più grave: se si considerano infatti solo i materiali che effettivamente si riciclano con valorizzazione sul mercato attraverso il sistema delle aste, la percentuale di riciclo scende al 18,5%. E se si sposta l’attenzione al recupero complessivo, l’obiettivo di legge del 60% è un pallido miraggio. Il tasso si ferma infatti sotto al 40% (39,19, per la precisione). Ma dentro quel dato il riciclo vero e proprio è fermo al 25,24%. Un altro 13,95% è assicurato dal recupero energetico. In pratica, la plastica oggetto di differenziata finisce bruciata nei termovalorizzatori.

Obiettivi di legge Performance COREPLA
Riciclo meccanico: 26% (direttiva imb.) – 27,5% (Allegato E TUA) Riciclo meccanico: 25,24%

(18,5% se si considerano gli unici materiali che si riciclano con valorizzazione sul mercato tramite le aste)

Recupero complessivo: 60%

(riciclo + recupero energetico)

Recupero complessivo: 39,19% (25,24% riciclo + 13,95% recupero energetico)

Tutti elementi e coni d’ombra che hanno quindi spinto il Codacons a rivolgersi alla Procura di Roma, considerati i contributi economici che ruotano attorno al riciclo della plastica in Italia. I magistrati dovranno a questo punto decidere se aprire una inchiesta per approfondire la vicenda e valutare se sussistono eventuali fattispecie di reato.

Compito del Corepla è fare sistema: i dati presentati in modo chiaro e trasparente hanno sempre evidenziato il contributo degli operatori indipendenti”. La replica alla denuncia Codacons è del presidente Corepla, Alessandro Ciotti. “Gli obiettivi di riciclo – spiega Ciotti – previsti dalla normativa ambientale sono obiettivi del Paese. L’obiettivo della direttiva europea è del 22% (non il 26% come scrive Codacons) ed è stato elevato dalla legge nazionale al 26% (non al 27,5% come scrive Codacons). I quantitativi del riciclo indipendente sono conteggiati in modo pienamente legittimo nei risultati complessivi raggiunti. Si tratta di attività nelle quali Corepla non interviene direttamente, in quanto il mercato opera già in maniera efficiente. Corepla si dedica principalmente, come per legge, alla raccolta differenziata domestica che è in costante crescita, finalmente anche nelle regioni del Sud.

 

@EmanueleIsonio

 

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