Ambiente

Rapporto Onu, le plastiche bio non salveranno i mari

Purtroppo le biolastiche non sarebbero la risposta più efficace alla riduzione dell’ inquinamento dei mari. La cattiva notizia è arrivata ieri dall’Organizzazione delle nazioni unite ...

Di Corrado Fontana
Frammenti di plastica dispersi in mare. Di Provincie Limburg/ Alf Mertens (Project Schone Maas Limburg) [CC0], attraverso Wikimedia Commons
Copertina rapporto UN Biodegradable Plastics and marine litter - novembre 2015
Copertina rapporto UN Biodegradable Plastics and marine litter – novembre 2015

Purtroppo le biolastiche non sarebbero la risposta più efficace alla riduzione dell’ inquinamento dei mari. La cattiva notizia è arrivata ieri dall’Organizzazione delle nazioni unite con la pubblicazione del rapporto Biodegradable Plastics and Marine Litter. Misconceptions, Concerns and Impacts on Marine Environments in occasione del 20° anniversario del Programma globale di azione per la protezione dell’ambiente marino dalle attività della terraferma (Global Programme of Action for the Protection of the Marine Environment from Land-based Activities – GPA).

In sostanza, il documento denuncia il parziale fallimento di una iniziativa cui tutti avevano affidato molte speranze, ovvero la progressiva sostituzione globale della plastica derivata dal petrolio con plastiche biodegradabili: tale processo condiviso non sta infatti “riducendo in modo significativo il volume di plastica che entra negli oceani né i rischi fisici e chimici che le materie plastiche rappresentano per l’ambiente marino”. Questo perché, si legge ancora nella sintesi del documento, “la completa biodegradazione della plastica si verifica in condizioni che si verificano raramente, se non mai”, poiché “alcuni polimeri richiedono compostiere industriali e temperature prolungate al di sopra dei 50 °C per disintegrarsi”.  E se ciò non bastasse, oltre ai limiti tecnologici, l’Onu suggerisce che l’etichettatura dei prodotti come ‘biodegradabili’ aumenterebbe l’inclinazione delle persone a produrre e liberare i rifiuti nell’ambiente.

I dati sull’inquinamento causato dalle plastiche non sono, del resto, confortanti: secondo recenti stime del programma delle Nazioni unite UNEP, fino a 20 milioni di tonnellate di plastica finiscono negli oceani di tutto il mondo ogni anno, spappolandosi poi in microparticelle (fino a 5 millimitri di diametro) che verrebbero ingerite da  uccelli marini, pesci, molluschi, vermi e zooplancton, con parecchi miliardi di dollari all’anno di costo in danni ambientali per gli ecosistemi marini. Circa 280 milioni di tonnellate di plastica vengono invece prodotte a livello globale ogni anno, e solo una piccola percentuale verrebbe riciclata.

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