Post sisma, a Camerino si potrà studiare grazie a trentini e tirolesi

Grazie a un'alleanza transnazionale rinasce la Casa dello studente dell'università marchigiana distrutta dal sisma 2016. Un esempio virtuoso di cooperazione tra enti locali

Di Emanuele Isonio

Tutto era iniziato con un appello – riassunto nell’hashtag #ilfuturononcrolla – che l’ateneo marchigiano aveva lanciato a poche ore dal sisma che aveva devastato molti comuni del Centro Italia. Un monito dell’importanza di far ripartire al più presto le istituzioni formative e culturali per garantire il futuro delle nuove generazioni. Ma anche un invito ad un’azione concreta che ha attirato l’attenzione di molti sostenitori, associazioni, imprenditori, istituzioni, singoli cittadini, studenti.

9,4 milioni dei territori alpini

All’appello hanno risposto anche il Trentino, l’Alto Adige e il Land austriaco del Tirolo. Le tre realtà che compongono l’Euregio hanno subito manifestato la propria disponibilità a finanziare la ricostruzione del nuovo studentato sorto nei pressi del campus universitario.

«Abbiamo semplicemente fatto il nostro dovere» spiega il presidente della Provincia di Trento, Ugo Rossi.

«Per noi la speciale autonomia che caratterizza il Trentino significa innanzitutto responsabilità e disponibilità a mettersi al servizio di chi ha bisogno d’aiuto. Ecco perché, subito dopo il terremoto, i volontari trentini si sono impegnati per costruire la nuova scuola ad Amatrice. Avevamo messo a disposizione la nostra solidarietà per altre iniziative che fossero necessarie. Questo studentato risponde alla medesima, profonda, convinzione: quando c’è bisogno di fiducia, bisogna guardare ai giovani. Siamo stati quindi felici di poter contribuire a garantire il futuro alla filiera della formazione di questo territorio».

Poco più di un anno per la rinascita

I lavori per l’area sono iniziati nel giugno 2017, mentre gli edifici hanno iniziato a prendere forma del settembre 2017. Il nuovo studentato è composto da 20 edifici, la cui realizzazione è costata 9,4 milioni, comprensivo di IVA e spese tecniche. L’intervento è stato progettato e realizzato interamente dalla Provincia Autonoma di Trento che ha anche assicurato un apporto finanziario di 4.533.300 euro.

La Provincia di Trento, infatti, secondo la legge provinciale sulle attività di protezione civile, può sostenere spese o effettuare interventi, a fini di collaborazione, per fronteggiare emergenze determinate da calamità e da eccezionali situazioni di bisogno che si verificano in ambito extraprovinciale, su richiesta dello Stato, delle Regioni o degli Enti locali, anche nella fase relativa alla realizzazione delle opere urgenti di ricostruzione e di ripristino dei servizi. Identica la cifra stanziata dalla Provincia autonoma di Bolzano. Il Land Tirolo ha invece destinato all’intervento 333.400 euro.

«Occupare meno suolo e ottimizzare i costi»

«Ogni palazzina è divisa in 4 appartamenti di 100 metri quadri ciascuno e potranno trovarvi alloggio fino 23 studenti. 457 i posti letto totali, dei quali 23 adibiti a soggetti portatori di handicap» ha spiegato Raffaele Decol, Dirigente generale del Dipartimento Infrastrutture e Mobilità della Provincia autonoma di Trento. «La scelta di edifici a due piani, che si inseriscono al meglio nel contesto paesaggistico e urbano, ha consentito di occupare meno territorio e di ottimizzare i costi su impianti e coperture».

La progettazione è iniziata nel gennaio 2017, seguita dai lavori per preparare l’area che sono partiti nel giugno successivo e dalle fondazioni, cominciate tra agosto e settembre 2017. A novembre gli edifici cominciavano a prendere forma. Tutte le unità stanno portando a termine un percorso di certificazione congiunta “ARCA” e “CasaClima”. Un segnale importante per il territorio. Queste certificazioni garantiscono infatti sia le prestazioni sismiche, di resistenza al fuoco e di durabilità della struttura in legno sia le prestazioni energetiche e di sostenibilità dell’edificio e dei materiali utilizzati.

Quella sigaretta di Errani

Ovviamente commosso il commento del rettore dell’Università di Camerino, Claudio Pettinari. «Le parole vengono fuori a fatica» ammette. Il sisma aveva messo in ginocchio il sistema accademico cittadino, che rappresentava uno dei cuori pulsanti del centro marchigiano. «Il terremoto – spiega il rettore – aveva cancellato improvvisamente 1800 alloggi in residenze private, utilizzate dagli studenti. Avevamo deciso di proseguire le nostre attività ma molti studenti non sapevano dove alloggiare».

Per questo il rettore aveva chiesto evidenziato l’esigenza di alloggi al Commissario straordinario per la ricostruzione, Vasco Errani. «Si accese una sigaretta. Uscì dalla stanza. Poco dopo scoprimmo che chiamò il presidente della Provincia di Trento, suggerendo che la donazione post sisma poteva riguardare il nostro studentato» rivela Pettinari. «Poi il Trentino coinvolse Bolzano e il Tirolo austriaco. E partì il progetto che, in meno di 12 mesi dal suo inizio, ci permette oggi di tornare a essere a pieno regime un polmone culturale e formativo, ma anche economico, per la città e il territorio marchigiano».

La ricostruzione della Casa dello studente dell'Università di Camerino

Grazie a un'alleanza transnazionale rinasce la Casa dello studente dell'università marchigiana distrutta dal sisma 2016. Un esempio virtuoso di cooperazione tra enti locali.Leggi tutto: https://valori.it/post-sisma-a-camerino-si-potra-studiare-grazie-a-trentini-e-tirolesi/

Posted by Valori.it on Wednesday, August 8, 2018

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