Il Premio Cottino ai trapianti del futuro

Un dispositivo semplice e innovativo in grado di facilitare l’esecuzione di interventi di trapianto corneale lamellare. È questa l’idea vincente di Alfonso Iovieno, Professore ...

Di Redazione
La consegna del Premio Cottino AppliCO per l’Oftalmologia. Milano, 26 maggio 2017.
La consegna del Premio Cottino AppliCO per l’Oftalmologia. Milano, 26 maggio 2017.

Un dispositivo semplice e innovativo in grado di facilitare l’esecuzione di interventi di trapianto corneale lamellare. È questa l’idea vincente di Alfonso Iovieno, Professore Associato presso il Dipartimento di Oftalmologia di Arcispedale Santa Maria Nuova (Emilia Romagna) e l’Eye Care Center del Vancouver General Hospital (Canada), e fresco vincitore della seconda edizione del Premio Cottino Applico per l’Oftalmologia. Il riconoscimento, promosso dalla Fondazione Giovanni ed Annamaria Cottino,  è stato assegnato venerdì sa Milano in occasione del 15° Congresso Internazionale SOI, Società Oftalmologica Italiana.

 

“Scelto tra i 3 finalisti ritenuti dalla giuria di esperti meritevoli di un approfondimento – si legge in una nota ufficiale – il dott. Alfonso Iovieno riceverà fino a 100 mila euro destinati a trasformare la sua ricerca in impresa”. Il progetto, denominato Eye Co-De, ruota attorno a una nuova tecnica di trapianto che “comporta un miglioramento del risultato clinico nel medio/lungo periodo, con conseguente maggior beneficio per i pazienti e risparmi a livello sanitario” riducendo in modo significativo “la dipendenza dell’esito dell’intervento dal solo fattore umano e permette ad un più ampio numero di chirurgi di poter eseguire tale delicata e difficile tecnica in maggior sicurezza”.

 

“Abbiamo premiato l’eccellenza dell’innovazione in campo biomedicale riconoscendo un progetto innovativo, dall’alto potenziale clinico, sociale, imprenditoriale e in grado di risolvere un bisogno preciso nell’oftalmologia” spiega Giovanni Cottino, ingegnere classe 1927, imprenditore industriale e Presidente della Fondazione. “La seconda edizione del Premio – ha aggiunto – ci ha confermato che medici e ricercatori hanno molte idee che vorrebbero trasformare in prodotti e servizi. E noi lo rendiamo possibile. Ciò che ci differenzia è che non siamo solo finanziatori di start up, ma veri partner nel cammino di sviluppo da ricerca a impresa”.

 

Realizzato in collaborazione con Innogest SGR, primario gestore di fondi di Venture Capital attivi in Italia nel settore biomedicale, e con la stessa SOI, il Premio è stato lanciato nel 2014 con l’obiettivo dichiarato di “promuovere una cultura d’impresa dal chiaro impatto sulla società”. La prima edizione, dopo un esame di 55 proposte, aveva premiato il progetto DEye, strumento portatile per lo screening di patologie oculari e sistemiche, che avrebbe successivamente raccolto oltre 1,5 milioni di euro da investitori privati, tra cui la Fondazione stessa.

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