Ambiente

La Sapienza: bioplastiche dai rifiuti organici urbani

Ottenere bioplastica dalla trasformazione dei rifiuti di origine organica prodotti nei grandi centri urbani. A tentare di vincere una sfida che potrebbe rappresentare un punto ...

Di Martina Valentini
Di SuSanA Secretariat [CC BY 2.0 (http://creativecommons.org/licenses/by/2.0)], attraverso Wikimedia Commons

Ottenere bioplastica dalla trasformazione dei rifiuti di origine organica prodotti nei grandi centri urbani. A tentare di vincere una sfida che potrebbe rappresentare un punto di svolta nella valorizzazione di una frazione enorme dei rifiuti urbani è una cordata di ricercatori, guidati dal Centro interdipartimentale CIABC dell’università La Sapienza di Roma.

Il progetto RES URBIS (Resources from Urban Bio-Waste), finanziato per tre anni con tre milioni di euro dall’Unione europea, nell’ambito del programma Horizon 2020, si propone di sviluppare una filiera tecnologica innovativa per recuperare e conferire valore ai rifiuti municipali e ai fanghi di depurazione delle acque reflue. Numerosi gli utilizzi industriali dei prodotti trasformati: applicazioni nel settore imballaggi (film biodegradabili e compositi), produzione di beni di consumo durevole (ad esempio telai di computer, tablet e telefoni), strumenti per il risanamento ambientale (materiali a rilascio controllato per la bonifica di falde sotterranee contaminate).

Il potenziale impatto applicativo di RES URBIS è molto elevato se si pensa che più di 300 milioni di europei vivono in aree urbane o metropolitane e che ognuno di questi abitanti europeo produce in media ogni giorno più di 100 grammi di sostanza organica di scarto, il cui  recupero e valorizzazione è attualmente piuttosto limitato” spiega Mauro Majone, docente del Dipartimento di Chimica de La Sapienza e coordinatore del progetto, che verrà presentato ufficialmente mercoledì prossimo. “Sono evidenti le ricadute positive dal punto di vista ambientale, economico e occupazionale che possono derivare dalla messa a punto di tecnologie che consentano la trasformazione di quest’enorme flusso di materiale organico in prodotti utili e con effettivo valore di mercato. Allo stesso tempo, il progetto punta a sviluppare tali tecnologie in modo da consentirne l’integrazione con la riqualificazione di impianti tradizionali per la depurazione delle acque e/o il trattamento dei rifiuti”.

Il programma dell’iniziativa di presentazione del progetto è scaricabile qui Programma Sapienza

@lamarty_twi

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