Ricchezza privata: Europa nel mirino dell’Oriente

Una ricerca evidenzia la crescita del numero globale di milionari e della ricchezza privata. La Cina traina l'Oriente al sorpasso su un'Europa un po' "stanca"…

Nello studio di Boston Consulting Group rilanciato dalla BBC nessuna valutazione sul piano dell’equità sociale ma solo una rilevazione sul drastico aumento globale del numero di famiglie milionarie (16, 3 milioni nel 2013, contro le 13, 7 milioni del 2012) e dell’ammontare della ricchezza privata da loro detenuta: il suo valore complessivo è cresciuto nel 2013 di oltre il 14% fino a toccare i 152 mila miliardi di dollari (ovvero 152 trilioni, per dirla con Paperoni). Una cifra impressionante, se pensiamo al periodo storico e alla crisi economico-finanziaria globale, che l’istituto di analisi attribuisce infatti perlopiù al rialzo dei mercati azionari (il cui valore è balzato in su globalmente del 28%), e non all’economia reale. Merito anche, si sottolinea, di “…una relativa stabilità economica in Europa e negli Stati Uniti e dei segnali di ripresa in alcuni Paesi europei, come l’Irlanda, la Spagna e il Portogallo".

Nella relazione, che computa depositi, azioni e altre attività detenute dalle famiglie ma non le aziende, o i beni immobili e di lusso, si evidenzia tuttavia che non in tutte le aree geografiche è andata bene allo stesso modo: nella regione Asia-Pacifico, escluso il Giappone, il salto in avanti è stato del 31% (fino ad accumulare a 37 trilioni di dollari) e la Cina, manco a dirlo, ha fatto da traino, con un aumento di oltre il 49% della la ricchezza privata del paese. Un trend regionale favorevole che dovrebbe continuare fino a toccare 61 trilioni entro la fine del 2018, per superare già nel 2014 l’Europa occidentale come seconda area più ricca dopo il Nord America.