Riforma Obama: c’è ancora spazio per il rischio

Le banche Usa continuano a rischiare e a perdere. La riforma Obama non riesce a prevedere e evitare tutte le attività speculative.

Di Redazione


Le banche statunitensi possono ancora eseguire investimenti ad alto rischio e scommesse speculative, anche con capitale proprio. La riforma Obama non ha legato (abbastanza) le mani agli istituti di credito. L’allarme è stato lanciato oggi dal New York Times. Nell’approvare la riforma della finanza il mese scorso, il Congresso aveva tra i suoi scopi quello di evitare che le banche potessero effettuare investimenti speculativi ad alto rischio con i propri capitali. Il cosiddetto proprietary trading. Ma distinguere quali guadagni o perdite siano imputabili a investimenti di capitale proprio e quali con capitale dei clienti è difficile.“Lo facciamo in favore dei nostri clienti”, dichiarano le banche.

Mentre la riforma Obama era in discussione a Washington, JPMorgan Chase e Goldman Sachs hanno perso più di 100 milioni di dollari a testa in transazioni eseguite tra aprile e luglio.
Salassi come questo, solo un po’ più vasti, hanno contribuito a scatenare la crisi finanziaria e costretto i governi a spendere migliaia di miliardi di dollari per salvare le istituzioni finanziarie. Data la dimensione delle banche, perdite come queste sono relativamente piccole. Ma dimostrano come le banche continuino a fare scommesse azzardate mettendo a rischio i loro capitali. Operazioni eseguite, almeno formalmente, per conto dei clienti, scrive il New York Times. «Puoi usare il cliente come copertura praticamente per qualsiasi attività», ha dichiarato al quotidiano statunitense Janet Tavakoli, di una società di consulenza finanziaria. «È difficile dimostrare che si tratti di operazioni di proprietary trading. È un caso che la riforma non riesce a contemplare completamente».

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