Rinnovabili, la Ue alza la posta: obiettivo 32% entro il 2030

L'accordo sui nuovi obiettivi di energie pulite arriva in coincidenza con la Giornata mondiale del Vento. Intanto l'eolico italiano attende le mosse del nuovo governo

Di Emanuele Isonio
Un sistema ibrido a energia fotovoltaica e minieolica

La notizia è un messaggio a quegli Stati che puntano ancora forte sulle energie fossili, anche a costo di approvare progetti controversi (ultimo la contestata scelta di Trudeau sull’oleodotto trans-canadese). E sicuramente potrà rafforzare l’interesse di investitori che invece vogliono chiudere con le energie inquinanti una volta per tutte.

La Ue, dopo un’ultima trattativa durata un’intera notte tra Consiglio, Parlamento e Commissione, ha trovato un accordo per alzare l’asticella sugli obiettivi da raggiungere nella produzione di energia da fonti rinnovabili. Il target per il 2030 è stato alzato. Era del 27%. Sarà invece portato, con la Direttiva Rinnovabili RED II, al 32%. E nel 2023 ci sarà una clausola di revisione per decidere se mantenere tale obiettivo o modificarlo ulteriormente. Numeri che rappresentano un cambiamento rispetto al passato e segnano un cambio di rotta significativo nelle politiche comunitarie.

Verso un modello energetico partecipato

Positivi i commenti del governo italiano. “L’accordo è una buona notizia” osserva il neoministro dell’Ambiente, Sergio Costa. “La nuova direttiva aggiorna il quadro normativo al 2030 e riconosce per la prima volta il diritto dei cittadini di partecipare alla rivoluzione energetica in corso nell’ottica dell’abbattimento delle emissioni. Finalmente i cittadini europei potranno diventare produttori di energia e questo cambierà il modello produttivo energetico”.

Una considerazione analoga a quella di Greenpeace: “L’accordo riconosce per la prima volta il diritto dei cittadini di partecipare alla rivoluzione energetica in Europa e abbatte alcune grandi barriere che frenano la lotta al cambiamento climatico” osserva il consulente energia dell’ong ambientalista, Sebastian Mang. “L’accordo mette al bando misure sanzionatorie che alcuni Paesi hanno introdotto per impedire ai propri cittadini di partecipare alla transizione energetica”. Ma l’obiettivo del 32% è ritenuto troppo basso. Il Parlamento europeo chiedeva una soglia ancora più alta, al 35%. “La soglia oggetto dell’accordo – aggiunge Mang – permette alle grandi compagnie energetiche di restare ancorate ai combustibili fossili o a tecnologie rivelatesi false soluzioni”.

Le fonti rinnovabili nella Ue: % di domanda di energia coperta dalle fonti rinnovabili. Confronto Anni 2004-2016 e target 2020. FONTE: Eurostat

Good news per la Giornata mondiale del vento

La notizia dell’accordo arriva tra l’altro a ridosso della Giornata mondiale del Vento. E Simone Togni, presidente dell’Anev (associazione che riunisce in Italia gli operatori dell’eolico) sottolinea che “l’eolico è la fonte di energia rinnovabile che maggiormente è cresciuta negli ultimi anni e che contribuisce a combattere il cambiamento climatico e a ridurre le emissioni di CO2 a livello globale. Il nostro Paese ha prodotto nel 2017 una quota di energia eolica capace di apportare notevoli benefici ambientali, con il risparmio di circa 24 milioni di barili di petrolio”.

Anev plaude all’intesa raggiunta a Bruxelles. Grazie ad essa si otterranno impatti positivi non solo per il clima ma anche a livello occupazione e di investimenti. Ma inferiori a quelli che si sarebbero potuti ottenere sposando la posizione dell’Europarlamento che chiedeva di alzare il target al 35%. Con quell’aumento – ricorda Anev – si creerebbero 132mila posti di lavoro e 92 miliardi di flussi finanziari nell’economia Ue, solo grazie all’energia eolica.

% di copertura media della domanda di energia assicurata dall’eolico. FONTE: WindEurope

L’incognita del decreto mancante

Ma sulla potenziale crescita del settore c’è una incognita. Quanto sia piccola o grande dipenderà molto dalle scelte che farà il nuovo governo e soprattutto il successore di Calenda al ministero dello Sviluppo Economico. Il settore eolico italiano infatti è in attesa di conoscere i contenuti del decreto sui futuri incentivi alle rinnovabili. Il testo, predisposto dal MiSE è rimasto insabbiato nell’intreccio tra elezioni, governo in scadenza, difficoltà di formazione del nuovo esecutivo, parere del Ministero dell’Ambiente, dell’Autorità per l’Energia (su cui pende a sua volta incertezza relativa alla composizione del suo collegio), della Conferenza Stato-Regioni e l’opinione di Bruxelles.

L’approvazione quindi è diventata una ennesima corsa contro il tempo per non rischiare di veder arenato un settore industriale promettente. Secondo gli analisti ANEV infatti “il potenziale di installazioni al 2030 per l’eolico on-shore di grande taglia si aggira sui 15800 MW cui si aggiunge un potenziale stimato per il mini-eolico di 400 MW e di 950 MW per l’eolico off-shore). Ma, calcolando l’invecchiamento del parco (nel 2030 avrà un’età media superiore ai 21 anni), senza sostituzioni e interventi legislativi “la traiettoria della potenza in esercizio al 2030 non consentirebbe di sfruttare il 55% del potenziale“: oltre 8700 MW. Una cifra che sarebbe del 23% inferiore rispetto all’obiettivo che il Piano d’azione nazionale del GSE si era dato per il 2020.

Il potenziale dell’eolico in Italia al 2030 e quantificazione del potenziale che rimarrebbe sfruttato in caso di assenza di nuovi atti legislativi e mancata sostituzione impianti vetusti. FONTE: ANEV

Il Lago di Garda per scoprire le potenzialità del piccolo eolico

L’eolico di piccola taglia, peraltro, potrebbe trovare applicazioni innovative all’interno di aziende agricole o di contesti urbani, come nuovi edifici o piste ciclabili. Tecnologie utili per creare quella produzione energetica diffusa di cui parla anche la Ue, ma spesso poco noto al grande pubblico. Per questo, in occasione della Giornata mondiale del Vento, è stata confermata a Riva del Garda la seconda edizione di In-Vento . L’appuntamento, in programma dal 6 all’8 settembre, è stato organizzato da Riva del Garda Fierecongressi e dall’università di Trento.

“L’interesse crescente nella produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile nello stesso luogo dove viene consumata sta spingendo a ricercare soluzioni sempre più innovative e adattabili” ha spiegato Lorenzo Battisti, docente di Ingegneria all’università di Trento. “In ambito domestico, agricolo, industriale, urbano e in ogni area esposta al vento, lo sfruttamento dell’energia eolica può rispondere pienamente a tale richiesta”.

L’evento sarà il culmine di una settimana dedicata alla promozione della cultura dello sfruttamento eolico, con le più prestigiose Università europee che saranno le protagoniste di una Summer School in Small Wind Turbines Design and Testing. come obiettivo il fornire ai partecipanti una conoscenza approfondita della progettazione e della procedura di test per il rotore e la torre di supporto di turbine eoliche di piccola taglia, affiancando la teoria a lezioni pratiche in laboratorio.

“In-Vento, oltre alla componente scientifica dei contenuti, si pone l’obiettivo di promuovere la cultura dell’energia rinnovabile anche ai non addetti al settore” osserva Valentina Comoretto, responsabile relazioni esterne di Riva del Garda Fiere. “Sarà quindi allestito il Wind Garden. Sarà direttamente sulle sponde del lago. Le turbine eoliche azionate dai venti del Garda che daranno la possibilità ai visitatori di ricaricare i dispositivi smart e le e-bike”.

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