Sarà davvero stagnazione secolare?

E’ toccato al premio Nobel 2001 Michael Spence chiudere questa undicesima edizione del Festival dell’Economia di Trento. Dialogando con Tito Boeri, qui in veste di ...

Di Martina Valentini
VISIONI - SARA' DAVVERO STAGNAZIONE SECOLARE? Nella foto: : Michael SPENCE, Tito BOERI Festival dell’Economia Teatro Sociale Trento, 5 giugno 2016 FOTO: Domenico Salmaso

E’ toccato al premio Nobel 2001 Michael Spence chiudere questa undicesima edizione del Festival dell’Economia di Trento. Dialogando con Tito Boeri, qui in veste di responsabile scientifico del Festival, Spence è stato chiamato a rispondere ad un quesito difficile: sarà davvero stagnazione secolare?

Alcuni pensano che siamo di fronte ad una riduzione della crescita dell’economia mondiale destinata a durare a lungo, per effetto di cause concomitanti: crescita demografica, difficoltà dei paesi emergenti, evoluzione tecnologica e quant’altro. “La situazione globale sembra stabile ma in effetti è insostenibile”, ha detto Spence, sottolineando però che ci sono differenze fra paese e paese.

Obiettivo UE: Armonizzare i sistemi finanziari

La transizione non sarà facile per nessuno e fattori come l’urbanizzazione “spinta” e l’avvento delle tecnologie robotizzate, complicheranno le cose, cancellando molti posti di lavoro nel manifatturiero. L’ Europa avrà tante più chance quanto più saprà armonizzare i propri sistemi finanziari e fiscali.

Per quanto riguarda la mobilità, secondo Spence l’Italia deve frenare la fuga dei propri cervelli, ma deve anche andare orgogliosa delle politiche di accoglienza poste in atto nei confronti dei migranti, e delle tante vite salvate finora. In quanto alla Brexit, essa potrebbe avere risvolti positivi, se spingerà l’Europa a ripensare la sua governance.

L’ulteriore crescita dei centri urbani è un’altra delle frontiere dello sviluppo: da un lato opportunità (logistica, trasporti, edilizia) dall’altra problemi sempre più grandi, specie nei paesi in via di sviluppo, dove è più forte l’espulsione dei contadini dalle campagne.

Il pubblico alla lectio di Michael Spence. FONTE: ufficio stampa Provincia autonoma di Trento

Economia della condivisione

Infine, l’ economia di condivisione, in parte generata dall’evoluzione tecnologica. Ci sono beni che vengono sottoutilizzati, ad esempio le auto o gli appartamenti, e che potrebbero essere “rimessi in circolo”, in maniera parziale (per limitati lassi di tempo) dai loro proprietari. Da qui a fenomeni come Airbnb, “molto potenti”, che producono un effetto-rete a livello mondiale. Nuove piattaforme digitali daranno vita a nuovi mercati, nuovi servizi, nuove risposte ai bisogni delle persone.

Spence ha così sintetizzato gran parte dei temi proposti in questa edizione del Festival, che ha visto la partecipazione di 5 ministri, 2 banchieri centrali, 1 premio nobel e un panel di relatori, provenienti dalle più prestigiose università del mondo, per un totale di 273 esperti che hanno animato 111 incontri. 382 giornalisti accreditati.

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