Speculazione

SCMP, Cina: 7 arresti per l’ultima maxi speculazione

Una leva di 100 a 1. Come dire 100 yuan investiti a credito per ogni singolo yuan posto a garanzia. È la dimensione della strategia speculativa che sarebbe stata ...

Di Matteo Cavallito

Una leva di 100 a 1. Come dire 100 yuan investiti a credito per ogni singolo yuan posto a garanzia. È la dimensione della strategia speculativa che sarebbe stata messa in pratica dalla società cinese Wenzhou Guoding Investment. Un’operazione illegale che ha condotto all’arresto di sette persone responsabili di aver condotto transazioni illecite per un controvalore complessivo di circa mezzo miliardo di dollari. Lo riferisce il South China Morning Post. La leva, utilizzabile legittimamente entro certi limiti (a seconda delle norme imposte dai regolatori nazionali), è uno strumento in grado di aumentare la portata delle operazioni a parità di capitale posseduto e, come tale, un mezzo inevitabilmente rischioso in grado di moltiplicare i profitti ma anche, nel peggiore dei casi, di amplificare le perdite.

Al di là di ogni considerazione sui limiti e la logica della finanza speculativa, il caso Guoding apre inevitabilmente una nuova riflessione sui rischi connessi al mercato cinese. Una piazza in forte crescita ma tuttora caratterizzata da un altissimo livello di azzardo cui si accompagnano controlli probabilmente inadeguati da parte delle autorità di vigilanza. La vicenda, nota il SCMP, “evidenzia il carattere di finanza-casinò dei mercati cinesi dei titoli futures (titoli derivati costituiti da contratti differiti di acquisto, ndr) nei quali gli investitori di piccolo calibro ambiscono spesso a piazzare grandi scommesse con denaro preso in prestito”. Nelle ultime sei settimane, ricorda ancora il quotidiano di Hong Kong, le borse cinesi hanno perso circa il 30%. L’indice della Borsa di Shanghai ( Shanghai Composite Index), nota oggi la CNBC, ha perso il 14, 3% nell’ultimo mese registrando il peggior ribasso mensile degli ultimi sei anni.

Foto: Alex Needham (Wikimedia Commons)

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