SEC, nuove norme per tracciare i trader ad alta velocità

La Security and Exchange Commission ha dato il via libera a un nuovo sistema per ottenere, nel giro di 24 ore, i dati relativi alle transazioni ...

La Security and Exchange Commission ha dato il via libera a un nuovo sistema per ottenere, nel giro di 24 ore, i dati relativi alle transazioni effettuate da banche, hedge fund e altri investitori istituzionali. 
Saranno interessati da tale misura circa 400 operatori che quotidianamente scambiano un volume di azioni pari a circa 20 milioni di dollari. Questi ultimi infatti dovranno registrarsi, otterranno un numero identificativo e rimarrà traccia di tutte le loro operazioni.

In questo modo, l’authority statunitense sta cercando di ottenere una supervisione più veloce ed efficiente sugli scambi borsistici. 
Un’esigenza manifestatasi in modo plateale il 6 maggio 2010, quando, in occasione del cosiddetto “flash crash”, Dow Jones, S&P500 e Nasdaq sono arrivati a perdere oltre il 9%, per poi chiudere la seduta attestandosi al -3%. 
Il che significa che circa 900 miliardi di dollari si sono pressoché volatilizzati nel giro di pochi minuti
All’epoca, ci sono voluti mesi per districarsi tra gli eventi di quella giornata: che – è stato dimostrato in seguito – è stata causata soprattutto dall’high frequency trading
Vale a dire dagli avanzatissimi software informatici che spostano capitali nel giro di frazioni di secondo. A complicare il lavoro per i regolatori è stato il fatto che, nel 2010, non fosse obbligatorio riferire i tempi di esecuzione delle transazioni, né l’identità dell’investitore.

A ciò si dovrebbe trovare un rimedio con le nuove misure appena approvate, che – ha spiegato la presidente della SEC Mary Schapiro – costituiscono solo la prima fase per raggiungere un sistema più vasto volto ad ottenere informazioni dettagliate in tempo reale. 
I trader, da parte loro, si appellano all’authority perché metta in atto interventi coordinati in modo da creare standard universali che riducano al minimo il rischio di sovrapposizioni. I regolatori americani rassicurano: si sta lavorando in direzione di un sistema che non si traduca in un peso eccessivo per gli attori del mercato.