Energia

Shell e Artico, arriva il primo via libera degli Usa

Il dipartimento degli Interni statunitense, nella giornata di ieri, ha dato il primo via libera a Shell per ricominciare le controverse esplorazioni alla ricerca di ...

Di Valentina Neri


Il dipartimento degli Interni statunitense, nella giornata di ieri, ha dato il primo via libera a Shell per ricominciare le controverse esplorazioni alla ricerca di petrolio nell’ Artico. La decisione, riportata dal Telegraph, ha scatenato le ire degli ambientalisti.
Le trivellazioni erano state sospese in seguito all’incidente della chiatta di perforazione Kulluk, che a Capodanno del 2013 si era arenata al largo dell’Alaska meridionale. A tre anni di distanza, l’amministrazione ha deciso che si può ripartire. «L’Artico è un elemento importante della nostra  strategia nazionale per l’energia. Pertanto, siamo determinati a intraprendere un approccio ragionato e bilanciato alla concessione di licenze esplorative per gas naturale e petrolio offshore in Alaska». Ora la palla passa all’ufficio incaricato della gestione dell’energia negli Oceani, che prenderà in analisi il piano di esplorazioni di Shell e darà il suo parere: ci vorranno almeno trenta giorni.
Nonostante le operazioni in Alaska finora siano costate circa 5 miliardi di dollari e abbiano restituito risultati fallimentari, e nonostante il crollo del prezzo del barile, Shell sembra insomma determinata a ricominciare, con il benestare del governo americano. Ma gli ambientalisti sono in rivolta. «È una decisione indifendibile», ha dichiarato Ian Duff di Greenpeace Arctic. «Le condizioni ambientali estreme fanno sì che la questione non sia “se” si verificherà uno sversamento, ma “quando”».

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