Ambiente

FT, clima: gli azionisti Shell tornano alla carica

Addio alle attività nel comparto fossile. Lo chiedono gli attivisti. Insufficiente la promessa dell’azienda di dimezzare la carbon footprint entro il 2050.

Di Matteo Cavallito
Distribuzione di benzina di Shell. Di Editor abcdef (Opera propria) [CC0], attraverso Wikimedia Commons

Avviare una svolta radicale basata sulla progressiva dismissione delle attività nel comparto fossile per contrastare in modo decisivo il fenomeno del cambiamento climatico. È la richiesta formale che dovrebbe essere presentata al colosso petrolifero Royal Dutch Shell in occasione della prossima assemblea annuale di maggio. Lo rende noto il Financial Times.

Lo scorso novembre, l’azienda anglo-olandese ha presentato un piano per il dimezzamento della sua carbon footprint (la dimensione dell’impatto delle attività di impresa in termini di emissione di gas serra) da qui al 2050. Ma il programma – per quanto ambizioso nel confronto con i concorrenti del settore – è stato giudicato insufficiente dagli attivisti. Interpellato dal FT, Mark van Baal – fondatore di Follow This, l’organizzazione degli azionisti olandesi che presenterà la mozione a maggio – ha parlato in particolare di “ambizioni inadeguate rispetto agli accordi di Parigi sul clima” contestando le previsioni di crescita della domanda di energia avanzate da Shell.

Ipotizzando che la compagnia mantenga invariata negli anni la sua attuale quota di mercato in termini percentuali e prendendo per buone le ipotesi di incremento della domanda globale entro la metà del secolo (+50%) – sottolinea il FT, l’obiettivo di riduzione delle emissioni fissato da Shell – meno 50% – risulterebbe di fatto dimezzato in valore assoluto (meno 25% rispetto all’ammontare attuale) evidenziando ancor di più la sua incompatibilità rispetto al target di Parigi che prevede un calo delle emissioni compreso tra il 60 e il 65%. Al momento, sottolinea ancora il quotidiano britannico, gli investimenti di Shell nelle rinnovabili ammontano a 2 miliardi di dollari all’anno, una quota minoritaria rispetto al budget complessivo (25-30 miliardi). Lo scorso anno, Follow This aveva presentato una risoluzione simile che era stata però respinta con il 94% dei voti.

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