Ambiente

Shell Nigeria, la corte decide sul via alle cause

Petrolio fuoriuscito in Nigeria probabilmente da un oleodotto della compagnia anglo-olandese Shell si accumula sulle sponde di un fiume dove vivono le principali comunità di ...

Di Corrado Fontana
Gas flares nel delta del fiume Niger, ovvero quando i gas prodotti in eccesso vengono bruciati in atmosfera. Di Chebyshev1983 [Public domain], attraverso Wikimedia Commons
Impianto petrolifero in Nigeria. Foto: Sixoone Wikimedia Commons
Impianto petrolifero in Nigeria. Foto: Sixoone Wikimedia Commons

Petrolio fuoriuscito in Nigeria probabilmente da un oleodotto della compagnia anglo-olandese Shell si accumula sulle sponde di un fiume dove vivono le principali comunità di pescatori e contadini nella regione del delta del Niger, vicino a Bille e Ogale, nel Rivers State. Questa è una delle fotografie che rimbalzano sui siti di informazione, in cui un ragazzo mostra il greggio raccolto in un secchio. Una situazione che, secondo gli abitanti, non è sporadica bensì la manifestazione particolare di continue fuoriuscite che si sarebbero prodotte addirittura a partire dal 1989, generando l’ inquinamento dell’acqua potabile, dei terreni agricoli e dei fiumi.

Queste le accuse rivolte a Shell Petroleum Development Company of Nigeria (SPDC), che oggi attende di sapere dalla Technology and Construction Court di Londra se saranno ammesse e potranno quindi tradursi in una causa giudiziaria in cui la società petrolifera verrà coinvolta dalle due comunità che chiedono un risarcimento per danni. Le ragioni delle comunità locali e la causa giudiziaria sono patrocinate dallo studio londinese Leigh Day.

Una vicenda nota di cui Valori spesso si è occupato sia online che sul mensile, ma la cui accelerazione giudiziaria è dovuta in parte al report diffuso a settembre 2015 da Amnesty International in cui si denunciavano ancora una volta le forti criticità ambientali e sociali delle attività petrolifere condotte sul delta del Niger, con le fuoriuscite di petrolio registrate in quattro siti della Nigeria e le contestate rassicurazioni di Shell relative al piano di ripulitura delle aree interessate.

 

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