Smart cities, un mercato da 2 miliardi (col rischio Grande Fratello)

Gi investimenti per i servizi digitali dei centri urbani si moltiplicano. Opportunità per migliorare il benessere. Ma i pericoli dello strapotere delle corporation non mancano

Per chi vive da decenni in centri urbani impastati di traffico, strade piene di buche, pubbliche amministrazioni inefficienti, burocrazia elefantiaca, lunghe file estenuanti agli sportelli di uffici e ospedali, il progresso assicurato dal fenomeno delle smart cities è come il sogno di un Eden. Indubbiamente il fenomeno delle smart cities ha parecchi aspetti per affascinare: applicare le tecnologie digitali per trasformare il volto delle città, migliorando il benessere di chi le vive. Siano essi residenti o turisti.

I vantaggi di una smart city

Tecnologie figlie dell’urbanizzazione

E in effetti, gli investimenti in tal senso si stanno moltiplicando a vista d’occhio. “Le città intelligenti creeranno enormi opportunità di business con un valore di mercato superiore a 2 trilioni di dollari entro il 2025”. A prevederlo sono gli analisti di Frost & Sullivan, società di analisi statunitense, che ricordano come, secondo le stime delle istituzioni internazionali, entro il 2050 più dell’80% della popolazione dei Paesi sviluppati e il 60% di quelli in via di sviluppo, vivrà in città.

«La creazione di città intelligenti consente una transizione graduale verso l’urbanizzazione e i progressi tecnologici aiuteranno le amministrazioni ad ottimizzare le risorse per fornire il massimo valore alla popolazione, inteso sia come valore finanziario che come risparmio in termini di tempo o miglioramento della qualità della vita» spiegano.

Cinque le tecnologie che rappresenteranno i capisaldi delle città del futuro: Intelligenza artificiale, assistenza sanitaria personalizzata, robotica, sistemi avanzati di assistenza alla guida e generazione distribuita di energia.

«L’Intelligenza Artificiale è stata l’area dell’innovazione tecnologica più finanziata negli ultimi due anni, con grandi investimenti provenienti da società, ma anche aziende indipendenti, di venture capital» spiega Jillian Walker, Principal Consultant del gruppo Visionary Innovation di  Frost & Sullivan.

L’IA gioca un ruolo chiave nelle città intelligenti nelle aree dello smart parking, smart mobility, smart grid, controllo adattivo del segnale e gestione dei rifiuti. Le grandi multinazionali, come Google, IBM e Microsoft, rimangono i principali innovatori tecnologici e le maggiori forze trainanti per l’adozione dell’IA.

Che cosa rende smart una città? Gli esempi dei servizi offerti dalle tecnologie digitali

Asia a trazione cinese

A partecipare ad una rivoluzione già in atto dovrebbero essere tutte le aree mondiali. Ma la crescita più rapida dovrebbe essere registrata nell’area dell’Estremo Oriente e del Pacifico. Sarà lì, secondo la ricerca di Frost & Sullivan, che si registrerà la crescita più rapida del settore dell’energia intelligente. E sarà lì che si conterà la più alta densità di città intelligenti. Il merito? A guidare la carica sarà, come è facile immaginare, soprattutto uno Stato: la Cina. Dentro i suoi confini si troverà la metà delle città intelligenti del continente. “I relativi progetti generanno 320 miliardi di dollari per l’economia cinese, entro i prossimi 8 anni.

Non rimarrà fuori dal trend nemmeno l’America Latina. Mexico City, Guadalajara, Bogotá, Santiago, Buenos Aires e Rio de Janeiro sono le città che stanno sviluppando attivamente iniziative per la nascita di città intelligenti. Soltanto in Brasile, i progetti per le smart cities genereranno entro il 2021 quasi il 20% dei ricavi dell’IoT (Internet delle cose) complessivi che ammontano a 3.2 miliardi di dollari.

In Europa i maggiori investimenti

In termini di investimenti, sarà però l’Europa a registrarne il maggior numero. Determinante in tal senso è l’attenzione rivolta a questi temi dalla Commissione europea.

Il solo mercato dell’e-hailing, centrale per le città che sviluppano soluzioni di mobilità intelligente, attualmente genera ricavi pari a 50 miliardi di dollari e dovrebbe raggiungere i 120 miliardi entro il 2025.

Cinque esempi di citta smart in giro per l’Europa

Anche in Italia, tendenzialmente indietro rispetto alle città estere, qualcosa si sta muovendo grazie alle innovazioni digitali. Che si traducono in tanti servizi che, attraverso il web, computer e sempre di più gli smartphone, promettono di facilitare la vita quotidiana.

Alcuni grandi centri hanno deciso di sviluppare delle partnership con altre grandi città europee. Milano ha ad esempio costruito una partnership con Barcellona per condividere le infrastrutture realizzate e le piattaforme su cui “viaggiano” i servizi.

“Tra Milano e Barcellona alleanza per città più vivibili”

Cartella clinica del cittadino, best practice tra le valli trentine

Ma anche per centri urbani più piccoli le tecnologie digitali possono rappresentare la soluzione per offrire soluzioni e servizi innovativi ai propri cittadini. Significativa in tal senso è l’esperienza della “3C – Cartella clinica del Cittadino” sviluppata dalla Provincia Autonoma di Trento. Un uovo di colombo per un territorio montano nel quale offrire i servizi sanitari è certamente più complesso. Gli investimenti nella fibra ottica hanno permesso una novità rivoluzionaria, ormai in azione da qualche anno.

Proprio il grande successo riscontrato ha spinto l’amministrazione ad estendere le  consultazioni tramite i sempre più irrinunciabili smartphone. “Ad oggi abbiamo 86mila utenti e altri 220mila cittadini trentini scaricano i propri referti dal sistema di ritiro online del referto. È stata un’innovazione di grande successo se si considera che il Trentino conta 500mila abitanti” ha spiegato Diego Conforti, responsabile dell’Ufficio Innovazione e Ricerca della Provincia Autonoma di Trento.”Abbiamo quindi pensato di rilasciare un’app che consente di accedere al proprio fascicolo sanitario elettronico. Grazie ad essa, i cittadini possono vedere tutti i propri referti dal 2007 ad oggi, le ricette farmaceutiche, che da noi sono completamente dematerializzate, e le ricette specialistiche”.In Trentino è boom di iscrizioni alla Cartella Clinica del Cittadino

Strumenti di disuguaglianza?

Descritte così, le tecnologie alla base del concetto di smart city potrebbero apparire senza controindicazioni. Ma non ci sono luci senza ombre. Chi sarà l’effettivo proprietario delle piattaforme usate per far “girare” i servizi della città? Inevitabili sono i rischi legati alla privacy e al fatto che quei servizi divengano strumenti di controllo, manipolazione ed iniquità. Difficile non pensare allo scandalo Cambridge Analytica. “Google, Apple, Facebook, Amazon, Baidu, Alibaba, Tencent. Sono loro i giganti industriali della nostra era. È così che le persone fanno i soldi. È così che fanno la guerra ed è così che costruiranno le città” ammoniva a febbraio sulla rivista The Atlantic Bruce Sterling, professore alla European Graduate School e autore di fantascienza statunitense.

«Le città non saranno intelligenti, ben progettate, efficienti, pulite, giuste, verdi, sostenibili, sicure, sane, economiche o resilienti» prevede Sterling. «Né avranno alti ideali di libertà, uguaglianza o fratellanza. La smart city del futuro sarà internet, il cloud, e un sacco di altri gadget lanciati dalle amministrazioni comunali, per lo più con lo scopo di rendere le città più attraenti per il capitale. Invece di essere piattaforme aperte a tutti che funzionano alla velocità della luce, globali e multiculturali, diventeranno comunità chiuse digitali, con codici di funzionamento complessi, ingannevoli e disonesti quanto il regolamento sulla privacy di Facebook».

Quel mondo, spiega Sterling, si sta sviluppando sul dominio delle grandi aziende tecnologiche statunitensi (Apple, Alphabet, Microsoft, Facebook e Amazon) e cinesi (Baidu, Alibaba, Tencent). Con il rischio che finiscano per incrementare il gap sociale ed economico. “La “parte cattiva della città” sarà piena di algoritmi che spediranno le persone direttamente dal riformatorio al sistema carcerario. La parte ricca avrà limousine dai vetri oscurati che si muoveranno grazie a semafori intelligenti, trasportando l’aristocrazia dai marciapiedi alle loro ricche abitazioni”.