Parte 4

La rivincita del Grillo parlante: studiare allunga la vita

Chi ha minore istruzione è più incline a delinquere, a fumare e la sua aspettativa di vita si accorcia. Il costo per la collettività? Mezzo miliardo

Di Emanuele Isonio
Il Grillo parlante - qui raffigurato come appare nel film Pinocchio di Walt Disney del 1940 - è uno dei personaggi cruciali della fiaba di Collodi. Fa di tutto per indirizzare Pinocchio verso le scelte giuste. La voce della ragione contro le sirene (populiste?) che attirano gli ignoranti.

Avessero avuto a disposizione i dati che stiamo per presentare, probabilmente mastro Geppetto e il Grillo parlante avrebbero fatto meno fatica a convincere Pinocchio ad andare a scuola anziché perdere tempo con Lucignolo e il Paese dei balocchi: studiare di più diminuisce la propensione a delinquere, il numero di sigarette fumate e innalza invece l’aspettativa di vita. Sembra fantascienza. È invece il risultato di varie ricerche, italiane ed internazionali, su quelli che gli economisti chiamano “rendimenti sociali dell’istruzione”.

Chi studia, delinque meno

Il settore più indagato è quello del legame tra istruzione e probabilità di commettere reati. L’italiano Enrico Moretti, docente di Economia all’università californiana di Berkeley ha stimato, insieme al collega canadese Lance Lochner, che un aumento di un punto percentuale dei diplomati riduce il numero di reati contro la persona dello 0.8% e contro il patrimonio dello 0,6%.

La spiegazione alla base di questo dato è tutto sommato semplice: «L’istruzione riduce gli incentivi a delinquere aumentandone il costo-opportunità sia innalzando il rendimento relativo delle attività legali sia aumentando il costo dei periodi di detenzione».

In pratica, più uno studia, più aumenta il proprio reddito (anche se in Italia, questo avviene meno che altrove), minore è la convenienza a delinquere perché maggiore è il mancato guadagno mentre si è in carcere.

Istruzione e probabilità di delinquere. FONTE: Istat e Ministero della Giustizia.

Tradotto in soldoni: un risparmio per la collettività di 2100 dollari per ogni diplomato in più. Alcuni ricercatori italiani hanno calcolato che nel nostro Paese il risparmio complessivo si aggirerebbe sui 500 milioni di euro. Pari allo 0.3% delle entrate per imposte dirette o al 36% della spesa nazionale per la formazione professionale. O, ancora, al risparmio promesso – in 5 anni – dal taglio dei parlamentari contenuto nella riforma costituzionale votata da 5 Stelle e Lega.

L’istruzione allunga la vita…

Capitolo salute: chi ha un livello d’istruzione più elevato adotta (mediamente) stili di vita migliori, più sani e quindi ha meno probabilità di ammalarsi.

I dati sul fumo lo dimostrano: tra chi ha solo la licenza elementare i fumatori sono il 55%. Percentuale che scende al 44% tra chi consegue la licenza media, al 32 tra i diplomati e al 25 tra i laureati.

Istruzione e salute. L'impatto dei titoli di studio su fumo, malattie croniche e incidenti domestici. FONTE: Istat.
Istruzione e salute. L’impatto dei titoli di studio su fumo, malattie croniche e incidenti domestici. FONTE: Istat.

«La cattiva salute – spiegano i ricercatori Bankitalia – riduce la quantità di ore lavorate e di conseguenza il reddito percepibile. Il costo della cattiva salute è quindi tanto più elevato quanto maggiore è il grado d’istruzione».

…e riduce gli incidenti domestici

Dati simili per gli incidenti domestici: colpiscono 1 cittadino su 4 tra quelli che hanno la licenza elementare e solo 1 su 10 tra i laureati. Tutto ciò si traduce in un’aspettativa di vita maggiore per i laureati.

Secondo le stime di Luigi Cannari e Giovanni d’Alessio, dirigenti del Servizio studi della nostra banca centrale, le persone con istruzione superiore alla media hanno una probabilità di sopravvivere più elevata del 4% di quella media.

istruzione e mortalità
Impatto dell’istruzione su mortalità, incidenti stradali e cause accidentali.

In Italia è allarme istruzione (eppure le soluzioni esistono…)

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