Ambiente

Sulla ruota della Green Economy esce il numero 23

Ventitré proposte per far ripartire l’ Italia, in settori strategici della green economy: eco-innovazione e start up, capitale naturale, energia e clima, tutela delle acque ...

Di Martina Valentini

stati-generali-green (1)Ventitré proposte per far ripartire l’ Italia, in settori strategici della green economy: eco-innovazione e start up, capitale naturale, energia e clima, tutela delle acque e dissesto idrogeologico, fondi europei… Le proposte sono contenute nel documento di policy recommendation inviate al Ministro dell’Ambiente e al Ministro dello Sviluppo Economico elaborate dai Gruppi di Lavoro tematici del Consiglio Nazionale della Green Economy riuniti ad Ecomondo-Key Energy-Cooperambiente.

Tra le proposte inviate al Governo un green bonus per supportare le start up, agevolazioni fiscali per le imprese che investono in eco-innovazione; strumenti finanziari innovativi e di mercato da utilizzare per i servizi eco-sistemici, un piano di azione nazionale per l’energia e il clima, il rilancio dell’ occupazione giovanile in agricoltura attraverso agevolazioni fiscali e creditizie con accesso al microcredito, un piano di adattamento climatico contro il dissesto idrogeologico, la promozione dell’ economia circolare, un indirizzo green nell’utilizzo dei fondi europei e detrazioni fiscali per incentivare la sharing mobility. Questa proposta, in particolare, prevede la detrazione fiscale al 19% delle spese sostenute ogni anno dai cittadini per l’utilizzo di sistemi per la sharing mobility (car sharing, bike sharing, car pooling) e l’attribuzione ai cittadini che rottamano un’auto e non ne acquistano un’altra di un bonus annuale di 400 euro (per 5 anni) per l’utilizzo di sistemi di sharing mobility.

Di U.S. Fish and Wildlife Service [Public domain],   attraverso Wikimedia Commons
Di U.S. Fish and Wildlife Service [Public domain], attraverso Wikimedia Commons

Nel documento non manca un lungo capitolo dedicato alla fiscalità ecologica e in particolare a una tassa sul carbonio, da introdurre da qui al 2020, applicata inizialmente alle accise di benzina e gasolio e successivamente anche ad altri settori con importi crescenti. La tassa dovrebbe riguardare anche il carbonio relativo ai prodotti di importazione (border tax) con gli stessi livelli di tassazione della carbon tax dei prodotti nazionali. Con l’introduzione della carbon tax si dovrebbe alleggerire il prelievo fiscale dalle imprese e dal lavoro. Un’operazione quindi che lascia invariato il prelievo fiscale.

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