Ambiente

Esclusione dal DJSJ, Eni non dice la verità

di Mauro Meggiolaro Ai primi di settembre il gigante petrolifero italiano Eni è stato cancellato dal Dow Jones Sustainability Index (DJSI), l’indice azionario etico più ...

Di Redazione

di Mauro Meggiolaro
Ai primi di settembre il gigante petrolifero italiano Eni è stato cancellato dal Dow Jones Sustainability Index (DJSI), l’indice azionario etico più importante a livello globale. L’abbiamo scritto qualche giorno fa su Valori (link: https://goo.gl/JsrLyH). Sul sito di Eticanews, che ha lanciato la notizia in anteprima, è arrivata una precisazione da parte di un portavoce del “cane a sei zampe”: «Eni non è stata esclusa dall’indice ma ha deciso intenzionalmente di non aderirvi poiché ha scelto di partecipare attivamente agli indici che attualmente maggiormente rispecchiano la realtà e le problematiche del proprio settore quali per esempio il FTSE4Good e il CDP» (link: https://goo.gl/bOCRh6).
È vero che si può scegliere di non aderire a un indice etico? L’abbiamo chiesto direttamente a RobecoSAM, la società di Zurigo che elabora e aggiorna l’indice Dow Jones etico. «Eni è stata rimossa nel corso della nostra revisione annuale dell’indice, i cui risultati sono stati pubblicati lo scorso 8 settembre (e diventati operativi tre giorni fa, ndr). Il punteggio di Eni non era più sufficiente per rimanere all’interno del paniere», ci ha risposto François Vetri di RobecoSAM. «Le imprese non possono però scegliere di non essere parte del nostro indice. Certo, possono scegliere di non partecipare alla nostra valutazione, il Corporate Sustainability Assessment, non rispondendo al questionario. Ma in questo caso RobecoSAM valuta comunque la società sulla base delle informazioni pubblicamente disponibili». L’informazione diffusa da Eni non è quindi corretta.
Il cane a sei zampe è stato rimosso dall’indice etico DJSI perché – in base all’analisi di RobecoSAM – non è più tra le migliori società del suo settore in campo sociale e ambientale. I motivi precisi della cancellazione non sono pubblici. «Li comunichiamo solo alla società», spiega Vetri. Ed Eni, per adesso, preferisce nascondere la testa sotto la sabbia.

 

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