Green bond

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I green bond (obbligazioni verdi) sono titoli di debito legati al finanziamento di progetti che hanno un impatto positivo sull’ambiente

I green bond (obbligazioni verdi) sono titoli di debito legati al finanziamento di progetti che hanno un impatto positivo sull’ambiente. Rientrano nella categoria delle attività finanziabili la produzione di energia da fonti rinnovabili, la gestione sostenibile dei terreni, dei rifiuti, dell’acqua e delle infrastrutture per i trasporti; prevenzione e controllo dell’inquinamento; efficientamento energetico ecc.

Il primo green bond – Climate Awareness Bond – è stato emesso dalla Banca Europea per gli Investimenti (BEI) nel 2007. Da quel momento, la crescita delle obbligazioni verdi non si è mai fermata, registrando un forte incremento delle vendite negli ultimi anni. Secondo i dati della Climate Bonds Initiative, nel primo semestre del 2021 sono stati emessi 190,8 miliardi di dollari di green bond a livello mondiale, mentre il totale dei titoli in circolazione ammonta a 1.273 miliardi di dollari.

Emittenti e standard

L’emissione dei titoli può essere effettuata da istituzioni finanziarie nazionali e sovranazionali, enti pubblici e privati (Banca Mondiale, Stati, municipalità, imprese private ecc.). Al momento, non esistono certificazioni che garantiscano la “sostenibilità verde” del titolo, né tantomeno una normativa che regoli il mercato. Lo standard di riferimento più utilizzato a livello internazionale è dato dai principi elaborati nel 2014 dall’International Capital Market Association (ICMA): i Green Bond Principles (GBP). Si tratta di linee guida adottabili in maniera volontaria dagli emittenti con l’obiettivo di incentivare la trasparenza dei mercati, rendere più chiaro il processo di emissione dei titoli e aumentare la disponibilità e l’accuratezza delle informazioni per i sottoscrittori. I GBP, aggiornati ogni anno, ricoprono quattro aree:

  1. utilizzo dei ricavi;
  2. valutazione e selezione del progetto;
  3. gestione dei ricavi;
  4. rendicontazione.

Gli impegni dell’Unione europea

Dopo l’esplosione dei mercati, anche l’Unione europea ha iniziato a muovere i primi passi per regolamentare la vendita dei green bond e tutelare gli investitori dalle pratiche di greenwanshing. Il 6 luglio 2021, la Commissione europea ha presentato l’European Green Bond Standard (EU GBS), una proposta per introdurre una rigorosa normativa sulle obbligazioni verdi, rivolta a emittenti pubblici e privati (dentro e fuori l’Unione europea) da adottare su base volontaria. L’EU GBS inquadra quattro requisiti chiave:

  • Allineamento alla tassonomia dei progetti finanziati dalle obbligazioni verdi;
  • Trasparenza sull’allocazione dei proventi attraverso precisi obblighi di rendicontazione;
  • Verifica dei green bond da parte di un revisore esterno per garantire l’allineamento dei progetti finanziati con la tassonomia;
  • Vigilanza sui revisori esterni a cura della European Securities Markets Authority (ESMA). I revisori esterni, inoltre, dovranno registrarsi presso l’ESMA prima di fornire servizi agli emittenti, al fine di garantire l’affidabilità dei loro controlli e tutelare l’integrità del mercato.

Il 12 ottobre 2021, l’Unione europea ha anche lanciato il primo green bond sul mercato. Si tratta di un titolo di debito sostenibile a 15 anni pari a 12 miliardi di euro, che ha ricevuto ordini per oltre 135 miliardi. Il piano è raccogliere attraverso le obbligazioni verdi 250 miliardi di euro entro il 2026, per finanziare (in parte) il Next Generation Eu.


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