Finanza etica

Tobin Italia, salta tutto. Si torna alla versione soft

Ritirato l’emendamento chiave per l’inasprimento della tassa sulle transazioni finanziarie. Piazza Affari può tirare un sospiro di sollievo. Dura la reazione della Campagna ...

Di Matteo Cavallito


Il tanto atteso inasprimento della tassa sulle transazioni finanziarie non avrà luogo, almeno per ora. L’emendamento 1.866 presentato nelle scorse settimane da un ampio fronte politico con l’obiettivo di rendere più severa l’architettura stessa dell’imposta è stato infatti ritirato nel corso della nottata ponendo così fine a un’intensa discussione che aveva già suscitato la reazione del mondo finanziario. La proposta – a firma dei parlamentari Pd Bobba, Castricone, Fanucci, e Zanin ai loro colleghi Marcon (Sel), Tabacci (Misto-Centro democratico), Andrea Romano (Scpi), Misuraca (Ncd) e Borghesi (Lega Nord) – era stata posta all’attenzione della Commissione Bilancio della Camera, tuttora impegnata nell’esame del testo finale della Legge di Stabilità. Per i sostenitori della tassazione è un duro colpo. E non potrebbe essere altrimenti.

 

Lo stop all’emendamento blocca infatti l’introduzione di una serie di modifiche radicali che avrebbero ridotto l’aliquota di base (dallo 0, 1 allo 0, 01%) ma avrebbero anche esteso il campo di applicazione della tassa sulle transazioni finanziarie (spesso ribattezzata Tobin Tax sebbene dissimile dalla versione immaginata quattro decenni fa dal celebre Premio Nobel per l’Economia James Tobin) introdotta lo scorso anno dal Governo Monti. Il piano presentato nell’emendamento prevedeva l’estensione della tassa a tutte le società quotate comprese quelle con capitalizzazione inferiore al mezzo miliardo di euro, inizialmente esentate, oltre all’introduzione dell’imposta sull’intraday trading. Un provvedimento radicale, quest’ultimo, che avrebbe penalizzato non più il semplice saldo finale giornaliero ma tutte le singole operazioni finanziarie con l’obiettivo di frenare la speculazione (che come noto si basa proprio sulla moltiplicazione delle transazioni allo scopo di intercettare profitti sui margini di prezzo). Con l’emendamento ritirato ieri cadono anche le proposte di tassazione sui derivati e l’applicazione della tassa ai fondi pensione.

 

Dura la reazione degli esponenti della Campagna ZeroZeroCinque , nata per promuovere l’introduzione della tassa in Italia. “La difficoltà di accesso ad occupazione e sane attività produttive sta portandoci pericolosamente verso l’illusione che la scorciatoia dell’azzardo, della scommessa sportiva e della speculazione può risolvere i nostri problemi” si legge in una nota diffusa questa mattina. “La timidezza del Governo verso queste realtà con l’accantonamento dell’emendamento alla Tassa sulle Transazioni Finanziarie non inverte questa tendenza”. A rincarare la dose ci pensa quindi Leonardo Becchetti , d ocente di Economia all’Università Tor Vergata e portavoce di ZeroZeroCinque . “Le motivazioni del Governo si fondano su un errore culturale profondo” commenta. “L’uso speculativo del denaro non è un settore produttivo che produce un reddito stabile e duraturo nel tempo e pensarlo vuol dire creare pericolose illusioni che spingono singoli ed istituzioni finanziarie a mettere a rischio il benessere delle famiglie, province un tempo ricche ed interi Paesi”.

 

Decisiva, a quanto pare, l’operazione di moral suasion condotta dagli ambienti finanziari. La scorsa settimana, la stessa Commissione Bilancio aveva ricevuto un documento di analisi carico di perplessità sull’efficacia della tassa e sui suoi possibili effetti negativi in termini di volume di scambi in Borsa. Il testo, citato una prima volta dal Sole 24 Ore e visto successivamente dal Fatto Quotidiano e da Valori, non reca alcuna firma ma sarebbe riconducibile ad importanti istituzioni finanziarie italiane ed estere come già ricordato dallo stesso quotidiano della Confindustria e successivamente confermato da fonti vicine alla Commissione . “Il nostro apprezzamento va all’Onorevole Bobba che, fino alla fine, in qualità di primo firmatario dell’emendamento, ha lottato per la sua approvazione” sottolinea ancora il comunicato diffuso oggi da ZeroZeroCinque . “Una battaglia evidentemente impari anche se sostenuta in Parlamento da rappresentati di quasi tutti i gruppi politici, cosa solitamente rara, e ancor più importante sostenuta da un ampio consenso popolare di cui la nostra Campagna è in parte rappresentativa”.

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