Ue, ora a tremare è la Slovenia?

Potrebbe essere la Slovenia il prossimo Paese dell’Eurozona a ritrovarsi in difficoltà. Da mesi, infatti, si susseguono allarmi sulla sua esposizione debitoria...

Potrebbe essere la Slovenia il prossimo Paese dell’Eurozona a ritrovarsi in difficoltà
Da mesi, infatti, si susseguono allarmi sulla sua esposizione debitoria, e ieri la stessa banca centrale di Lubiana ha lanciato un vero e proprio appello al governo, chiedendo di procedere ad una manovra di bilancio «urgentemente» (proprio in ragione delle incertezze causate dall’esplosione del debito pubblico), nonché premendo per evitare ulteriori ritardi nell’avvio delle riforme strutturali.

Il governo socialdemocratico guidato da Borut Pahor ha annunciato una revisione del budget entro la fine del mese. 
Il premier, in realtà, sperava di riuscire ad evitare una nuova finanziaria: per questo il mese scorso aveva puntato fortemente sull’approvazione di una riforma pensionistica, che secondo le sue stime avrebbe consentito al Paese di risparmiare quanto necessario. Ma la popolazione slovena ha affossato il progetto attraverso un referendum: per questo occorrerà operare in altro modo. 

Le misure oggi proposte dall’esecutivo dovrebbero consentire di mantenere il rapporto tra disavanzo e prodotto interno lordo al 5, 5% nel corso del 2011 (contro il 5, 6% dell’anno precedente). Ma le previsioni della banca centrale parlano invece di un 6%: di qui il braccio di ferro istituzionale, con il governatore che preme per scelte maggiormente votate all’austerity. «Altrimenti – ha spiegato la banca centrale – andremo incontro ad un possibile downgrade della valutazione sul nostro Paese, che provocherebbe un immediato rincaro del costo legati ai finanziamenti necessari per sostenere la nostra economia». In una spirale che, se innescata, potrebbe mettere in seria difficoltà il piccolo Paese dell’ex-Jugoslavia.