UK, casa: allarme sui dati reali

La casa di proprietà nel Regno Unito? Un fenomeno meno consolidato di quanto abbiano detto finora le statistiche. Lo segnala uno studio della Resolution Foundation, ...

The Houses of Parliament, Westminster Bridge, Londra. Foto: Adrian Pingstone Wikimedia Commons
The Houses of Parliament,   Westminster Bridge,   Londra. Foto: Adrian Pingstone Wikimedia Commons
The Houses of Parliament, Westminster Bridge, Londra. Foto: Adrian Pingstone Wikimedia Commons

La casa di proprietà nel Regno Unito? Un fenomeno meno consolidato di quanto abbiano detto finora le statistiche. Lo segnala uno studio della Resolution Foundation, un think tank indipendente di base a Londra. Secondo l’indagine, ripresa dal Guardian, le cifre ufficiali diffuse negli ultimi anni avrebbero evidenziato una diffusione superiore a quella reale causa di un metodo di rilevazione opinabile che avrebbe finito per sovrastimare il fenomeno. Secondo l’Office for National Statistics britannico, le politiche per l’agevolazione degli acquisti promosse durante l’era Thatcher avrebbero effettivamente garantito a un crescente numero di cittadini di comprare un immobile. Ma a partire dai primi anni 2000, la crescita dei prezzi delle abitazioni, i bassi tassi di crescita dei redditi e la contrazione del credito avrebbero determinato un’inversione di tendenza. Favorendo così quel fenomeno di emergenza abitativa più volte denunciato negli ultimi anni.

 

Il tradizione metodo di rilevazione statistico – riferisce lo studio – si basa sul calcolo della quota di alloggi occupati dal proprietario. Tale strategia, sottolinea il Guardian, finisce per escludere dal calcolo alcune categorie di individui che non possiedono immobili ma si trovano ugualmente a condividere un’abitazione con il loro proprietario. Tre persone che affittassero altrettante stanze in una casa abitata anche dal suo proprietario, sottolinea ad esempio il quotidiano britannico, si troverebbero così ad essere cancellate dalle statistiche. Gli adulti costretti a tornare a vivere con i genitori in un alloggio di proprietà di questi ultimi, analogamente, non verrebbero conteggiati nelle cifre ufficiali. Secondo il metodo di rilevazione adottato fino ad adesso – percentuale delle abitazioni occupate dal loro proprietario – il tasso di proprietà odierno si collocherebbe al 64% contro il 70% circa di inizio secolo. Secondo il metodo alternativo – calcolo della quota di famiglie che possiedono un’abitazione – la percentuale scenderebbe invece al 51% contro il 63% di inizio millennio.