UK, scandalo case di riposo: anziani affamati

Circa 11 mila persone anziane che risiedono nelle case di riposo britanniche sarebbero “a rischio di morire di fame e di sete“. Così le pagine web ...

Di Corrado Fontana
donna anziana - CC0 Public Domain da Pixabay.com
uomo anziano - CC0 Public Domain da Pixabay.com
uomo anziano – CC0 Public Domain da Pixabay.com

Circa 11 mila persone anziane che risiedono nelle case di riposo britanniche sarebbero “a rischio di morire di fame e di sete“.

Così le pagine web di «The Telegraph» che forzano un po’ le parole, ma la sostanza è che il quadro emerso dalle ispezioni condotte dalla Care Quality Commission (CQC), cioè l’organo indipendente di controllo sui servizi di cura e assistenza, non è davvero positivo per migliaia di anziani dei 300 mila pensionati – la maggior parte con età superiore a 85 anni – che tra Galles e Regno Unito vivono in certe strutture.

Stando alle rilevazioni oltre 11 mila e 500 di questi anziani ogni anno non sono infatti adeguatamente nutriti, venendo lasciati senza una fornitura adeguata di cibo e bevande. David Mowat, ministro della Sanità, ha dichiarato alla Camera dei Comuni che tra il 1° gennaio 2015 e il 7 novembre 2016 ben 312 case di cura controllate dalla CQC sono state trovate in violazione delle norme in materia di nutrizione e sicurezza, cioè atte a garantire che gli ospiti più fragili non siano lasciati affamati o disidratati.

Non solo. In molti casi sarebbe stato negato agli anziani un aiuto per consumare i pasti, mettendoli a rischio di abbandono e malnutrizione, o senza alcun tempestivo intervento correttivo qualora perdessero peso. In alcune case di cura le scorte di cibo si sono rivelate al minimo, con il personale che avrebbe ammesso che questa condizione sia frequente.

Jonathan Ashworth, “ministro ombra” della sanità per l’opposizione, soffia sul fuoco gridando allo scandalo – fornendo una sponda alle strutture di accoglienza – e dichiara: “La realtà è che il nostro sistema di cura non è più adeguato alla richiesta. I budget sono stati tagliati anno dopo anno e le case di cura sono state lasciate sole a lottare per pagare le bollette”.

 

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