UK, «Stop al pesce di provenienza illecita»

Fermare l'ingresso del pesce di provenienza illecita nel mercato britannico: è questo l'obiettivo delle linee guida pubblicate dal British Retail Consortium, dalla Environmental Justice Foundation e ...

La pesca illegale è una minaccia per l’ambiente e i diritti umani e porta a un danno economico di 52, 5 miliardi di dollari l’anno. È quanto emerge dalle nuove linee guida che il British Retail Consortium, la Environmental Justice Foundation e la divisione britannica del WWF hanno pubblicato per sensibilizzare il mondo dell’industria e della grande distribuzione d’Oltremanica.
Come spiega il quotidiano Guardian, tali organizzazioni si sono unite in un’opera di informazione che si pone l’obiettivo di arginare l’ingresso del pesce di provenienza illecita nel mercato britannico. Un fenomeno che, secondo le stime, coinvolge 26 milioni di tonnellate di pesce l’anno. Il tema è molto sentito in territorio britannico, in seguito a un’indagine del Guardian che lo scorso anno ha rivelato che i gamberetti thailandesi venduti negli scaffali dei più celebri supermercati britannici erano prodotti da migliaia di migranti ridotti in condizioni di schiavitù.
Il documento stilato dalle tre organizzazioni propone  otto linee di azione per aumentare la trasparenza e la tracciabilità della fornitura ittica. Tali misure comprendono, ad esempio, un numero di identificazione univoco per i pescherecci, il perfezionamento dei controlli portuali, indagini più accurate sulle condizioni dei lavoratori del settore della pesca.
Alla pesca e alla salute degli oceani è dedicato il dossier di Valori di febbraio, appena uscito.

Foto: Wikimedia Commons, pubblico dominio