Ambiente

Novo Modo 2015: lo sviluppo sostenibile è a Firenze

Poco meno di venti giorni e poi a Firenze (Auditorium Santa Apollonia,  dal 23 al 25 ottobre)scatterà l’ora di Novo Modo 2015 . L’ora per un ...

Di Corrado Fontana
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Novo Modo 2014,   una tavola rotonda della prima edizione con l'economista Susan George,   Ugo Biggeri (Banca Popolare Etica),   Evelyn Karastanati e Stanislao Sturaitis (Caritas Grecia),   Francesca Chiavacci (Arci)
Novo Modo 2014, una tavola rotonda della prima edizione con l’economista Susan George, Ugo Biggeri (Banca Popolare Etica), Evelyn Karastanati e Stanislao Sturaitis (Caritas Grecia), Francesca Chiavacci (Arci)

Poco meno di venti giorni e poi a Firenze (Auditorium Santa Apollonia,  dal 23 al 25 ottobre)scatterà l’ora di Novo Modo 2015 .

L’ora per un dibattito pubblico sull’idea e le buone pratiche necessarie allo  sviluppo  sostenibile,  cui parteciperanno molte realtà importanti della società civile, dell’ economia solidale, dell’ambientalismo, della finanza etica (Acli, Arci, banca Popolare etica, Caritas Italiana, Cisl, Fondazione Culturale responsabilità etica e Legambiente, e poi CtM Altromercato, Fairtrade Italia, Libera – Associazione, nomi e numeri contro le mafie, Polo Lionello Bonfanti e Scuola di economia Civile).

E mentre il titolo e sottotitolo dell’edizione di quest’anno, la seconda, cercano di abbracciare tutti i temi cardine (Nutrire le diversità, combattere le iniquità.  Disuguaglianze. Responsabilità di tutti. Nessuno escluso) a discutere – tra loro e con il pubblico -, nell’ambito di un programma assai fitto, sono state chiamate figure ben più che autorevoli: da Alberto Vannucci (direttore del Master in Analisi, prevenzione e contrasto della criminalità organizzata e della corruzione all’Università di Pisa) a Monica di Sisto (portavoce della Campagna Stop TTIP), da  Walter Ganapini (ambientalista e membro del Comitato etico di etica Sgr), a Giuseppe De Marzo (referente della campagna di Libera e Gruppo Abele Miseria ladra), da Ugo biggeri (presidente di banca etica) all’’economista Stefano Zamagni. E molti altri.

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A Firenze, insomma, si cercherà di affrontare di petto le questioni che la politica locale e globale stenta a governare, per interesse o per incapacità, e lo si farà senza ambiguità, a partire da un documento – il cosiddetto position paper – in cui risulta chiara la necessità di una visione complessiva e a lunga scadenza: economia, ambiente, benessere sociale, finanza… sono tutte facce di uno stesso meccanismo, che per non alimentare guerre, povertà e diseguaglianza ha bisogno di una massiccia dose di  etica comune. Quale? Lo vedremo a partire dal 23 ottobre.

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