Unicredit, arriva il vento gelido dell'Est

Sono passati un decennio e oltre 65 miliardi di dollari di acquisizioni per Alessandro Profumo, e quello che era un gruppo regionale è diventato la più grande ...

Sono passati un decennio
e oltre 65 miliardi di dollari di acquisizioni per Alessandro Profumo,
amministratore delegato di Unicredit. E quello che era un gruppo regionale
è diventato la più grande banca italiana, con affari dalla Polonia
al Kazakhstan. Una scalata irresistibile, ma che ora vacilla. Gli analisti
– spiega questa mattina l’agenzia Bloomberg – sono ormai allarmati.
I problemi per Unicredit, spiegano, arrivano da Est.

Il gruppo di piazza
Cordusio, dopo aver toccato un record in termini di valore di mercato
(85 miliardi di euro nello scorso ottobre), ha perso il 77% del proprio
valore alla Borsa di Milano, trascinato al ribasso dal crollo dei mercati
dell’Europa orientale. Unicredit, infatti, è presente in ben 17 Paesi
dell’Est: «Una circostanza che se prima era vista come una "diversificazione",
oggi è considerata un rischio», spiega Massimiliano Romano, analista
di Concentric Italy.

D’altra parte, prosegue
Bloomberg, il 44% dei profitti generati dal gruppo nello scorso anno
deriva proprio da filiali come la Bank Pekao, il più grande istituto
di credito polacco e da altre banche in Ucraina, Ungheria, Romania,
e Slovacchia. E le economie dell’Europa centro-orientale, insieme alla
Russia, registreranno una contrazione dello 0, 4% alla fine del 2009,
a causa soprattutto del crollo della domanda globale. Una crisi che
già si è manifestata negli ultimi mesi del 2008 e che potrebbe portare
Unicredit a far segnare una calo dei profitti pari al 72% nell’ultimo
trimestre dell’anno (i dati verranno ufficializzati domani). Nella seconda
metà dello scorso anno il gruppo ha dovuto cedere il posto di istituto
bancario italiano più grande, in termini di valore di mercato, al suo
concorrente storico: Intesa Sanpaolo.