Ambiente

Università, avanza il movimento per disinvestire

La chiusura della scorsa settimana è stata cruciale per il movimento, sempre più vasto, che chiede a università e istituzioni di smettere di investire i propri ...

Di Valentina Neri


La chiusura della scorsa settimana è stata cruciale per il movimento, sempre più vasto, che chiede a università e istituzioni di smettere di investire i propri capitali nei combustibili fossili.
Alla Columbia University di New York, infatti, oltre trecento membri della faculty hanno scritto una lettera aperta al Presidente e al Consiglio dell’Ateneo, chiedendo a gran voce di escludere i combustibili fossili dal portafoglio di investimenti, pari a 9, 2 miliardi di dollari. "Riteniamo che, nel lungo periodo, questi stanziamenti nelle società petrolifere non rendano un giusto servizio all’università, né dal punto di vista morale né dal punto di vista finanziario", si legge nella missiva. La Columbia University, hanno ricordato gli accademici, per giunta in passato è stata una delle prime a boicottare il Sudafrica dell’ apartheid.
Dall’altra parte dell’Atlantico, ricorda il quotidiano Guardian, la SOAS University (School of Oriental and African Studies) è stata il primo Ateneo londinese a promettere formalmente di disinvestire. Nei prossimi tre anni l’istituto – che già non investe nel carbone – ritirerà dall’industria del petrolio e del gas naturale capitali pari a 1, 5 milioni di sterline, su un totale di 32 milioni. La decisione finale è stata presa in seguito a una campagna che ha coinvolto per 18 mesi oltre mille persone, tra studenti e docenti. Un altro traguardo, il terzo dopo Glasgow e Bedfordshire, tagliato in territorio britannico dal movimento globale.

Foto di Michael C. Rygel (Wikimedia Commons)

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