Finanza etica

Usa, per 15 corporation 1 trilione di dollari di profitti offshore

In cima alla classifica svetta la General Electric con circa 110 miliardi di dollari. Seguono, sul podio, Microsoft (oltre 80 miliardi) e Pfizer (circa 70). Quinto posto per ...

Di Matteo Cavallito


15 compagnie statunitensi hanno accumulato profitti offshore per circa 1 trilione di dollari. Tradotto: circa mille miliardi di guadagni netti che, allo stato attuale, sfuggono all’agenzia delle entrate Usa, ovvero alle casse pubbliche del Paese. Lo rivela ZeroHedge, uno dei principali blog finanziari americani, citando i dati di Bloomberg. In cima alla classifica svetta la General Electric con circa 110 miliardi di dollari. Seguono, sul podio, Microsoft (oltre 80 miliardi) e Pfizer (circa 70). Quinto posto per Apple (oltre 50 miliardi) mentre Citigroup, decima con oltre 40 miliardi di profitti al sicuro, è la prima classificata del mondo bancario.

 

Il fenomeno ripota d’attualità il tema della ricchezza concentrata nei paradisi fiscali. Circa un anno fa, il Wall Street Journal elaborando sempre i dati di Bloomberg aveva identificato in 1.900 miliardi la misura delle riserve offshore delle corporation statunitensi. L’ammontare dei dollari investiti permanentemente all’estero, segnalava allora il WSJ, rappresentava una quota decisamente maggioritaria della liquidità totale delle compagnie (il 68% per la Apple e addirittura l’87% per Microsoft). Sebbene detenuta formalmente all’estero, per altro, la liquidità in questione in realtà sarebbe materialmente parcheggiata negli Stati Uniti come cash riferito a filiali estere delle corporation stesse. Nel gennaio 2013, il 93% dei 58 miliardi di dollari detenuti dalle sussidiarie offshore di Microsoft era investito in titoli del Tesoro Usa.

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