Usa, energia: addio sogni di gloria?

Gli obiettivi di indipendenza energetica degli Stati Uniti si scontrano con la dura realtà del mercato dello shale gas. Quest’anno, sottolinea Bloomberg, i produttori ...

Gli obiettivi di indipendenza energetica degli Stati Uniti si scontrano con la dura realtà del mercato dello shale gas. Lo segnala Bloomberg evidenziando i numeri del fenomeno. Nel corso di quest’anno, spiega l’agenzia, i produttori indipendenti spenderanno in media 1, 5 dollari per ogni dollaro di ricavo. Un sbilancio che si innesta su un progressivo declino dell’efficienza produttiva se è vero, come segnala l’International Energy Agency ( Iea), che i metodi tradizionali continuano a dimostrarsi assai più redditizi. Quest’anno, a titolo d’esempio, per ottenere una produzione giornaliera di 1 milione di barili, il North Dakota dovrà scavare 2.500 nuovi pozzi contro i 60 sufficienti all’Iraq per ottenere il medesimo output quotidiano.

 

La questione, nota Bloomberg, è che l’indipendenza energetica degli Stati Uniti può essere raggiunta soltanto a fronte di alcune condizioni come l’ampia disponibilità di credito e un elevato prezzo del petrolio capace di superare i costi. Il problema è che anche con un prezzo del barile superiore a 100 dollari i produttori di shale continuano a fare i conti con costi superiori ai ricavi. Da qui al 2035, aggiunge la Iea, gli Usa spenderanno 2.800 miliardi di dollari nell’estrazione petrolifera, oltre tre volte l’esborso complessivo dei Paesi mediorientali. Nello stesso periodo, inoltre, questi ultimi dovrebbero raggiungere una produzione tre volte superiore. Secondo la società Drillinginfo Inc di Austen, Texas, nel primo anno di attività il numero di nuovi pozzi di shale gas si è ridotto del 60-70%.