Energia

Usa, il “decollo” dei nuovi biofuels

Un mix di carburante tradizionale e di biofuels. È quello utilizzato martedì scorso dalla compagnia statunitense Alaska Air in due voli commerciali. Una scelta che potrebbe ...

Di Matteo Cavallito
Un Boeing 737 dell'Alaska Airlines. Foto: Frank Kovalchek Wikimedia Commons
Un Boeing 737 dell'Alaska Airlines. Foto: Frank Kovalchek Wikimedia Commons
Un Boeing 737 dell’Alaska Airlines. Foto: Frank Kovalchek Wikimedia Commons

Un mix di carburante tradizionale e di biofuels. È quello utilizzato martedì scorso dalla compagnia statunitense Alaska Air in due voli commerciali. Una scelta che potrebbe ispirare altri competitor aprendo la strada a un mercato che pareva destinato al ridimensionamento. Il biocarburante utilizzati dai velivoli, entrambi decollati da Seattle e diretti rispettivamente a Washington e San Francisco, riferisce CNN Money, è prodotto dalla fermentazione del mais ed è stato realizzato dalla compagnia del settore Gevo, una società del Colorado.

 

Negli Stati Uniti, l’utilizzo dei biofuels da parte delle compagnie aeree è stato approvato nel 2011 ma è la prima volta, ricorda CNN Money, che questo particolare tipo di combustibile, l’alcol isobutilico (altrimenti detto 2-metil-1-propanolo), trova applicazione concreta sui voli di linea dopo il via libera al suo impiego nel marzo di quest’anno.

 

Saliti alla ribalta alcuni anni fa come alternativa ai sempre più costosi combustibili fossili, i biofuels hanno progressivamente perso di popolarità a fronte del calo del prezzo del petrolio sperimentato a partire dalla scorsa estate. L’alcol isobutilico, sostiene Gevo citata da CNN Money, deriva da materie prime poco costose (tipicamente zucchero e scarti del legno) e come tale, di conseguenze, potrebbe risultare competitivo anche in un periodo caratterizzato da un basso prezzo del barile di petrolio. Secondo RDC Aviation Economics, citata ancora dalla CNN, i biofuels nel loro insieme possono costare “da un terzo a tre volte tanto rispetto ai carburanti tradizionali” a seconda della loro origine specifica.

Iscriviti alla newsletter

Il meglio delle notizie di finanza etica ed economia sostenibile