Energia

Usa, l’eolico fa crollare le emissioni

Gli Usa sembrano finalmente sulla buona strada: si stima infatti che le emissioni da centrali elettriche del 2015 si attesteranno al livello più basso degli ultimi ...

Di Valentina Neri


Gli Usa sembrano finalmente sulla buona strada nel contrasto al cambiamento climatico. Si stima infatti che le emissioni da centrali elettriche del 2015 si attesteranno al livello più basso degli ultimi vent’anni. Merito della chiusura delle vecchie centrali a carbone, sostituite soprattutto dalle turbine eoliche.
A dirlo è il New Scientist, che sottolinea come il ritorno delle emissioni ai livelli del 1994 costituisca un dato di rilevanza storica, visto che all’epoca l’economia a stelle e strisce aveva dimensioni pari solo al 42% di quelle attuali. Ciò significa che crescita economica e calo delle emissioni non sono necessariamente in contrasto tra di loro, anzi. Da un lato il merito è del fracking, tecnica di estrazione del gas naturale che comporta emissioni minori, ma solleva preoccupazioni e timori tra gli ambientalisti per il suo pesante impatto sul territorio e sulle risorse idriche. Ma un ruolo ancora più importante – spiegano le analisi di Greenpeace – è dell’ energia eolica. Dal 2007 infatti il moltiplicarsi delle turbine ha portato a un -37% delle emissioni derivanti dalle centrali; la quota collegata al gas naturale corrisponde a un -30%, mentre la parte restante è merito dell’energia solare e dell’efficienza.
Bloomberg New Energy Finance stima che le emissioni quest’anno arrivino al -15, 4% rispetto alla quota del 2005. E che gli Usa possano essere sulla strada giusta per mantenere la promessa che, secondo le aspettative, Barack Obama farà di fronte al summit ONU di Parigi: quella di riuscire, entro il 2020, a tagliare le emissioni di CO2 del 28% rispetto ai livelli del 2005.

Foto di Hans Hillewaert (Wikimedia Commons)


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