USA: per i poveri è emergenza casa

Colpiti dagli effetti più drammatici del boom immobiliare e della gentrification, alcuni Stati americani risulterebbero oggi letteralmente privi di appartamenti alla portata della parte più ...

Di Matteo Cavallito
Golden Gate, San Francisco. Foto: Jon Sullivan Wikimedia Commons
San Francisco, California. Una delle città simbolo della gentrification. Foto: Jon Sullivan Wikimedia Commons

Colpiti dagli effetti più drammatici del boom immobiliare e della gentrification, alcuni Stati americani risulterebbero oggi letteralmente privi di appartamenti alla portata della parte più povera della popolazione. Lo sostiene un rapporto dell’agenzia Freddie Mac, ripreso dalla rivista statunitense Slate. L’indagine, nota il magazine ripreso a sua volta da Business Insider, si focalizza sulla categoria very low-income, comprensiva di coloro che hanno un reddito inferiore al 50% del livello mediano nazionale (la soglia che divide la popolazione in due sottogruppi di uguale numerosità). La ripresa del mercato immobiliare e la bassa crescita dei salari avrebbero creato un gap sempre più profondo al punto che tra il 2010 e il 2016 la percentuale degli appartamenti caratterizzati da un affitto sufficientemente basso per accogliere i cittadini più poveri sarebbe calata dall’11,2 al 4,3%.
Disaggregando i dati emergono ovviamente discese ancor più drammatiche. In Colorado, ad esempio, la quota degli appartamenti alla portata dei più poveri è scesa nello steso periodo dal 32 all’8%; in Texas si è passati dal 10 al 3%, in North Carolina dal 10 a meno dell’1%. In California e Florida non esiste più alcun appartamento sufficientemente economico. Le cifre sembrano confermare il trend già evidenziato dall’ultimo rapporto annuale del Joint Center for Housing Studies di Harvard secondo il quale, ricorda Slate, tra il 2001 e il 2015 il numero dei cosiddetti “severely burdened tenant households” – gli americani che spendono per l’affitto più di metà del proprio reddito – sarebbe passato da 4,9 a 6,5 milioni.

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