Ambiente

Usa, shale gas: l’acqua inquinata non è un film

Arriva al cinema film di Matt Damon sull’estrazione del gas di scisto e gli abitanti della Pennsylvania sperano che serva alla loro protesta per ...

Di Corrado Fontana


 

La speranza è nel botteghino. Almeno quella di alcuni residenti di una zona rurale  della Pennsylvania al centro del boom estrattivo di gas naturale, i quali si augurano che il film di  Matt Damon  sul fracking, cioè la tecnica di perforazione e frantumazione della roccia con acqua ad alta pressione mista a sostanze chimiche impiegata per estrarre il gas di scisto, accenda i riflettori sulla loro protesta riguardo l’inquinamento  delle acque, snobbata invece dalle autorità statali e federali.


A rivelarlo è l’agenzia Bloomberg, che racconta come i cittadini puntino su Promised land, uscito il 4 gennaio negli Usa e proiettato nella vicina città di Dimock, per dare seguito a una battaglia lunga ormai un anno avviata dagli abitanti della città di Tunkhannock, che accusano le autorità di regolamentazione di non aver saputo o voluto fermare le
  perforazioni , che ritengono responsabili di aver inquinato le falde acquifere locali.

 

Un’accusa supportata da un parere del Dipartimento di Protezione Ambientale della  Pennsylvania che ha stabilito che le perforazioni effettuate dalla  Cabot Oil & Gas Corp.  (COG) avrebbero intaccato  18  pozzi di acqua potabile . E più che un indizio che ci sia qualche ragione di crederlo viene dal fatto che la compagnia petrolifera ha accettato sia di rifornire le famiglie di acqua dolce che di installare filtri di depurazione e offrire agli abitanti cifre significative in denaro. Le analisi svolte in loco, del resto, avevano rilevato la presenza di campioni d’acqua non sicura ma, dopo che alcuni residenti hanno rifiutato un  accordo economico , la società ha interrotto la consegna di acqua pulita nel 2011.  

 

L’Agenzia di protezione ambientale  americana ha fornito acqua potabile fino a luglio scorso, fin quando non ha dichiarato che i propri test sui pozzi in prossimità delle perforazioni non hanno mostrato livelli pericolosi disostanze contaminanti.  E la   Cabot, con sede a Houston, continua a sostenere che le sue attività non hanno contaminato i pozzi dei proprietari delle case in Dimock.

 

Iscriviti alla newsletter

Il meglio delle notizie di finanza etica ed economia sostenibile