Ambiente

WSJ, Cina: l’auto elettrica non decolla

Gli sforzi messi in atto in Cina per promuovere la diffusione della auto elettriche si scontrano con un mercato tuttora incapace di rispondere adeguatamente ai ...

Di Matteo Cavallito
logo elettrostazione per ricarica auto elettriche e veicoli elettrici. Da Pixabay.com
auto elettrica durante la ricarica delle batterie. CC0 Creative Commons da Pixabay.com

Gli sforzi messi in atto in Cina per promuovere la diffusione della auto elettriche si scontrano con un mercato tuttora incapace di rispondere adeguatamente ai desiderata del governo. Lo evidenzia un’analisi del Wall Street Journal. Pechino ha scelto di puntare forte sui veicoli elettrici con l’obiettivo di far crescere la quota complessiva di questi ultimi fino al 3-4% della produzione automobilistica totale entro il 2019. Ma al momento, sottolinea il quotidiano Usa, “i produttori stanno realizzando più auto elettriche di quante ne possano vendere”.

Nei primi nove mesi dell’anno, spiega ancora il WSJ citando i dati della China Association of Automobile Manufacturers, i produttori hanno realizzato 424 mila veicoli venendone però soltanto 398 mila. Buona parte dell’output, per altro, sarebbe stata assorbita dallo Stato con l’obiettivo di rinnovare la propria flotta di automobili per il trasporto pubblico (taxi e simili). Secondo gli analisti, precisa il quotidiano, gli acquisti da parte dei privati coprirebbero appena un quarto delle vendite. A pesare sulla scarsa domanda individuale sono ancora i costi elevati delle auto, non sufficientemente sgravati, evidentemente, dai sussidi governativi. L’abolizione di questi ultimi, prevista nel 2020, dovrebbe contribuire ad aggravare la situazione.
Il settore delle auto elettriche, in ogni caso, continua ad attrarre investimenti da parte delle major straniere come Volkswagen, Ford e Tesla: quest’ultima, in particolare, ha da poco annunciato l’intenzione di aprire un nuovo stabilimento da 756 milioni di dollari a Shanghai. Le difficoltà non mancano, ma in definitiva, sottolinea il WSJ, i grandi operatori esteri sembrano sufficientemente attrezzati, in termini di economie di scala, per sopravvivere in un mercato competitivo che stenta tuttora a decollare. Diverso il discorso per i costruttori cinesi: nei primi tre trimestri del 2017, i leader locali del settore BYD Co. e BAIC Motor Co. hanno registrato una contrazione dei volumi di vendita pari al 19 e al 26% rispettivamente.

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