Speculazione

WSJ, Usa: è guerra agli algoritmi

Il mercato dei titoli del Tesoro statunitense non sfugge all’avanzata del cosiddetto high frequency trading, il sistema di scambio ultra rapido controllato dal computer. ...

Di Matteo Cavallito
Wall Street, foto: alex Proimos Wikimedia Commons

Il mercato dei titoli del Tesoro statunitense non sfugge all’avanzata del cosiddetto high frequency trading, il sistema di scambio ultra rapido controllato dal computer. Lo segnala il Wall Street Journal analizzando, nel contempo, le difficoltà sperimentate dai regolatori nella sempre più complessa attività di monitoraggio. Ad oggi, sottolinea il quotidiano statunitense, le operazioni algoritmiche coprono da sole circa la metà dei volumi di scambio giornalieri delle obbligazioni sovrane Usa. A rivelare il dato, sottolinea ancora il WSJ, sono fonti vicine a un’indagine governativa avviata dopo il cosiddetto “flash crash”, il fenomeno dell’improvvisa esplosione delle volatilità di mercato registrato lo scorso ottobre. Nell’occasione il prezzo dei titoli decennali era andato incontro a forti variazioni registrando un calo dell’8% e un successivo recupero nello spazio di poco più di dieci minuti.

Al cuore del problema, sottolineava il mese scorso il consulente del Tesoro Antonio Weiss nel corso di un intervento presso un think tank di Washington ripreso ancora dal WSJ, c’è l’incapacità dei regolatori di monitorare il mercato in tempo reale. Un problema da risolvere al più presto. Il Tesoro, sottolinea il quotidiano Usa, starebbe studiando in proposito l’introduzione di un sistema di raccolta dati che consenta di ricostruire tutte le transazioni dei titoli nonché l’estensione agli operatori del mercato dei Treasuries delle stesse regole già imposte nel comparto azionario relativamente alle transazioni sulle piattaforme elettroniche (che implicherebbe un maggior controllo nonché l’adozione di ulteriori sistemi di sicurezza). Ad oggi il valore del mercato dei titoli sovrani Usa ammonta a 12, 8 trilioni di dollari.

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