Zimbabwe, via libera alla riconversione monetaria

A partire dal 15 giugno la Banca centrale dello Zimbabwe avvierà il processo di riconversione valutaria per gestire, fino al mese di settembre, la sostituzione delle ...

Di Matteo Cavallito


A partire dal 15 giugno la Banca centrale dello Zimbabwe avvierà il processo di riconversione valutaria per gestire, fino al mese di settembre, la sostituzione delle banconote svalutate emesse negli anni precedenti. La riconversione, che interessa automaticamente tutti i conti bancari, sarà condotta ad un tasso di cambio ufficiale fissato a quota 35.000.000.000.000.000 a 1. 35 “quadrilioni” (miliardi di miliardi, o migliaia di trilioni, se preferite) di vecchi dollari locali per 1 dollaro Usa. Lo segnala il quotidiano cinese Xinhua.  

 

Vittima di un’ iperinflazione fuori controllo esplosa negli anni passati, lo Zimbabwe ha di fatto messo fuori corso le sue vecchie banconote introducendo un sistema basato sull’utilizzo di valuta estera (dollari Usa, rand sudafricani e pula del Botswana). L’operazione ha garantito la ripresa dell’economia locale ma, in assenza di un piano di riconversione, nota il quotidiano cinese, ha lasciato ai suoi cittadini una montagna di banconote a 12 o 14 zeri prive di qualsiasi valore. Il cambio della valuta fuori corso e l’aggiornamento del controvalore dei conti correnti dovrebbe eliminare definitivamente l’ultimo retaggio dell’era della maxi svalutazione.

 

Il collasso economico, per la cronaca, aveva preso il via nel lontano 2000 quando il presidente Robert Mugabe (foto), in carica dal 1987 e tuttora al potere, aveva dato inizio ai grandi espropri agricoli che avevano portato le terre sotto il controllo dell’esecutivo. Una mossa che si era però tradotta in una pessima gestione delle risorse e al sostanziale collasso economico. L’ultimo dato certo, rilevato nel novembre 2008, parlava di un tasso di inflazione annuale a quota 89.700.000.000.000.000.000.000%, quasi 90 sestilioni percentuali, in pratica il raddoppio dei prezzi nello spazio di un giorno. Il tasso di disoccupazione, in quello stesso periodo, viaggiava al 94%.

 

Foto: Jeremy Lock – USAF (Wikimedia Commons)

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