Barclays apre le porte a NextVision, l’azienda delle telecamere sui droni israeliani
Secondo un’inchiesta britannica, la banca lavorerà con l’israeliana NextVision, che produce telecamere per i droni militari. E dal 2023 ha più che triplicato il ...
Barclays ha dato il via libera a un nuovo cliente che produce componenti per armamenti. Armi destinate anche all’esercito israeliano (Idf), le famigerate forze armate che massacrano ogni giorno la popolazione palestinese. Lo ha rivelato a inizio settembre un’inchiesta di The Bureau of Investigative Journalism. Secondo la testata britannica, i dirigenti del colosso bancario avrebbero dato il via libera alla collaborazione con NextVision, un’azienda israeliana con una capitalizzazione da 7 miliardi di dollari (circa 6 miliardi di euro) che produce telecamere per uso civile e militare.
Il problema è che queste telecamere sono integrate nei droni di diversi fornitori dell’esercito israeliano: Israel Aerospace Industries, il colosso degli armamenti Elbit Systems e Uvision, specializzata nei droni esplosivi kamikaze che sarebbero stati impiegati a Gaza. Il tutto mentre Israele è accusato di genocidio da diversi leader mondiali e da centinaia di organizzazioni umanitarie. E davanti alla Corte internazionale di giustizia è in corso il procedimento per genocidio avviato dal Sudafrica.
NextVision, il fatturato triplicato con le guerre a Gaza e in Ucraina
«Non esiste alcuna giustificazione morale per collaborare con un’azienda così legata all’Idf. Barclays ha sempre fatto ricorso a espressioni ambigue e cavilli tecnici per difendere i propri legami con le aziende israeliane del settore bellico. Ma gli attivisti hanno smascherato questi tentativi. I suoi dirigenti non sono stupidi. Sono perfettamente consapevoli del genocidio perpetrato da Israele a Gaza, nonché della repressione sistematica e delle violenze dei coloni in Cisgiordania», ha dichiarato Patrick Harvie. Harvie è deputato dei Verdi al Parlamento scozzese e di recente ha chiesto di escludere Barclays dal programma di emissione di titoli di Stato.
La banca si nasconde dietro il fatto che il rapporto con NextVision sarebbe di natura commerciale: Barclays agirebbe come fornitore di servizi e non come investitore. Si tratta comunque di una collaborazione con un’azienda i cui profitti sono aumentati vertiginosamente con la guerra. In una recente presentazione agli investitori, la stessa NextVision racconta che tra il 2023 e il 2025 il suo fatturato è più che triplicato, anche grazie alle guerre in Ucraina e a Gaza. Barclays non ha voluto commentare, e NextVision non ha risposto alle richieste del Bureau.
NextVision rifornisce appaltatori della difesa negli Stati Uniti e in Europa, oltre che in Israele. Ha capitalizzato il recente boom delle tecnologie di difesa basate sull’intelligenza artificiale, tanto che tra i suoi clienti ci sono Anduril e Pdw, produttrici di droni e sistemi d’arma semiautonomi. Per questo nel 2025 il fondo pensione norvegese Klp ha escluso l’azienda dal proprio portafoglio. «Da tempo NextVision vende componenti critici a produttori di armamenti che riforniscono uno Stato che, secondo le organizzazioni internazionali, sta violando il diritto internazionale», ha spiegato il fondo.
Palestine Action, gli attivisti contro Barclays ora rischiano sanzioni
«Barclays è un importante finanziatore di aziende che forniscono a Israele armi e tecnologie militari utilizzate per perpetrare un genocidio nella Striscia di Gaza e per imporre l’occupazione militare e l’apartheid nel resto della Palestina. Ma invece di assumersi la responsabilità delle proprie decisioni di finanziare il genocidio e l’apartheid, cerca vergognosamente di scaricare la colpa sui propri clienti. Barclays deve porre fine a ogni legame finanziario con le aziende che rendono possibili i crimini di Israele», ha dichiatato Lewis Backon, responsabile delle campagne della Palestine Solidarity Campaign.
Nel 2024, dopo l’avvio dell’offensiva israeliana su Gaza, una ventina di sedi di Barclays furono prese di mira dagli attivisti di Palestine Action. All’epoca la banca deteneva azioni del colosso degli armamenti Elbit Systems, poi vendute, che sosteneva di possedere solo per conto dei clienti. In seguito Palestine Action è stata classificata come organizzazione terroristica nel Regno Unito e, di recente, negli Stati Uniti. Oggi i suoi attivisti britannici rischiano pesantissime sanzioni finanziarie. Ecco come l’Occidente sostiene e alimenta lo sterminio in Palestina: permettendo alle sue banche di fare affari con le forze illegali di occupazione e sanzionando chi prova a opporsi e protestare.




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