Board of Peace: Infantino e la Fifa danzano sui cadaveri dei palestinesi
Anche il Cio appoggia la partecipazione di Infantino e della Fifa al macabro progetto di speculazione immobiliare del Board of Peace
A danzare sui cadaveri delle decine di migliaia di palestinesi uccisi in questi anni, insieme ai due leader dell’estrema destra Javier Milei (Argentina) e Viktor Orban (Ungheria), c’era anche il presidente della Fifa Gianni Infantino. Il raccapricciante balletto, sulle note di Burning Love di Elvis Presley, è andato in scena a Washington mentre Donald Trump presiedeva la prima riunione del Board of Peace, il piano che attende la definitiva scomparsa della popolazione palestinese per trasformare Gaza in una gigantesca speculazione immobiliare. Il tutto una settimana dopo che diverse Ong hanno presentato alla Corte penale internazionale una denuncia in cui si accusano Infantino e il suo omologo all’Uefa Čeferin di «favoreggiamento di crimini di guerra» e «crimini contro l’umanità».
Infantino e la Fifa con l’estrema destra globale al Board of Peace
Il problema è che, al di là del vergognoso balletto, non stupisce nemmeno più che il presidente della Fifa sia presente al Board of Peace. Infantino prima è stato l’estremo difensore dei Mondiali 2022 in Qatar. Dove la Fifa non ha risarcito le famiglie dei migranti morti di fame e fatica nella costruzione degli stadi. Poi è stato l’artefice della mossa del cavallo che ha permesso alla Fifa di assegnare i Mondiali del 2034 all’Arabia Saudita. E infine, da qualche anno, è il miglior alleato di Donald Trump, con cui ha diviso il palco in molteplici occasioni. Fino alla ridicola pantomima con cui lo scorso dicembre ha consegnato a Trump il Premio per la pace Fifa.
E così, dopo avere viaggiato con un aereo privato messogli a disposizione dal Qatar fino a Mar-a-Lago, residenza privata di Trump, Infantino si è trasferito a Washington. Qui con Stati Uniti, Qatar e Arabia Saudita, l’amichevole partecipazione di altre specchiate democrazie tra cui Argentina, Azerbaigian, Bielorussia, Egitto, Emirati Arabi, Israele, Marocco e Ungheria, e l’osservazione pilatesca dell’Italia meloniana, Infantino a nome della Fifa ha preso parte al Board of Peace. Il gigantesco piano di speculazione immobiliare privata, con la copertura governativa degli Stati aderenti, per trasformare Gaza in un resort vacanziero di lusso. Un piano pronto a essere implementato non appena l’ultimo palestinese sarà stato ucciso. O perlomeno cacciato dalla sua terra.
Le Ong accusano Fifa e Uefa di crimini contro l’umanità
Subito dopo la macabra danza di Infantino, la Fifa ha rilasciato un comunicato stampa in cui annuncia per il Board of Peace un piano in tre fasi. Si comincia con 50 mini campi da calcio vicino a scuole e aree residenziali, da fare entro sei mesi. Si prosegue con cinque campi da calcio a grandezza naturale per uso professionale entro dodici mesi. E si conclude con una Fifa Academy e un nuovo stadio nazionale da 20mila posti in tre anni. Il tutto mentre fino ad oggi gli stadi e le infrastrutture palestinesi a Gaza e in Cisgiordania sono state bombardate e rase al suolo. Nel silenzio e nell’indifferenza della Fifa e di Infantino. Per non parlare degli oltre cinquecento tra calciatori e calciatrici brutalmente ammazzati dall’esercito israeliano.
Per questo, oltre che per avere «consentito ai club calcistici israeliani con sede in insediamenti illegali nei territori palestinesi occupati di partecipare alle competizioni Fifa e Uefa» e per avere «fornito supporto finanziario e strutturale a questi club», due settimane fa è stata presentata una denuncia alla Corte penale internazionale contro Fifa e Uefa. E contro i loro presidenti Infantino e Čeferin. Un documento di 16 pagine firmato da diverse Ong come Irish Sport for Palestine, Scottish Sport for Palestine, Just Peace Advocates, Euro-Med Human Rights Monitor e Sport Scholars for Justice in Palestine, in cui si accusano Fifa e Uefa di «crimini contro l’umanità». E che i due organismi che controllano il calcio hanno subito dismesso come infondato.
Anche il Cio vuole guadagnare dallo sterminio dei palestinesi
Sembrava invece che il Cio (Comitato olimpico internazionale) avesse preso sul serio l’imbarazzante, disgustosa, e soprattutto illegale, presenza di Infantino al Board of Peace. La Fifa infatti fa parte del Cio e quindi per statuto deve «agire indipendentemente da interessi politici e commerciali». E non può «accettare da governi, organizzazioni o altre parti alcun mandato o istruzione che possa interferire con la libertà di azione e di voto». Come la partecipazione alla macabra danza su Gaza. Tanto che Kirsty Coventry, la presidente del Cio, durante i Giochi di Milano Cortina 2026 aveva detto: «Non sapevo che avessimo un membro del Cio in prima linea. […] Lo statuto del Cio è molto chiaro su ciò che si aspetta dai suoi membri. Faremo dei controlli».
Solo che due giorni dopo la stessa presidente del Cio ha detto al New York Times: «Abbiamo appreso che la Fifa sta sostenendo, attraverso il calcio, un programma completo di investimenti per la ripresa dello sport a Gaza. E lo sta facendo fornendo infrastrutture sportive, istruzione e progetti di sviluppo. Ciò è del tutto in linea con il ruolo di una federazione internazionale». In pratica dopo la Fifa anche il Cio, dopo avere taciuto sullo sterminio del popolo palestinese, si è svegliato solo quando ha sentito l’odore dei soldi. E si è accodato ai peggiori regimi nel piano di speculazione privata immobiliare. A furia di sostenere che la politica deve rimanere fuori dallo sport, il Cio e la Fifa dentro lo sport hanno lasciato solo morte e distruzione, intese come possibilità di guadagno.




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