Imperialism unchained
20:21
Una piccola associazione di volontari toscana, un conto corrente in Banca Etica, una sanzione firmata da Marco Rubio. Da questi tre elementi nasce la vicenda di Autistici/Inventati, il collettivo che per 25 anni ha offerto servizi digitali a sindacati e movimenti di sinistra – fino a quando gli Stati Uniti lo hanno inserito nelle liste Ofac per terrorismo. In questo episodio ricostruiamo come funziona il potere finanziario degli Stati Uniti, perché una banca italiana non ha potuto fare altro che bloccare un conto, e cosa rischia chiunque finisca nel mirino di Washington.
In questo episodio
- Un intervento di Piercarlo Felice, avvocato cassazionista e socio fondatore dell’Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio
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Se chiedete allo Stato italiano, Autistici/Inventati era un’associazione di volontari con sede a San Giuliano Terme, in provincia di Pisa. Se invece chiedete agli Stati Uniti d’America, Autistici/Inventati era il nodo di una rete globale di terrorismo di estrema sinistra, e un pericolo per la sicurezza nazionale.
Questa storia è stata per un paio di giorni sui notiziari italiani, poi è sparita. Ed è un male, perché è una storia enorme. Non ha a che fare solo, con tutte le virgolette del caso, con Autistici/Inventati e la manciata di persone che da venticinque anni teneva vivo quel collettivo. Ha a che fare con la solidità della nostra democrazia, e con la sovranità italiana ed europea. Le sanzioni statunitensi, loro sì, per noi sono una questione di sicurezza nazionale.
Se seguite questo podcast da un po’, sapete che abbiamo un gruppo Telegram per la comunità degli ascoltatori. Di solito è molto tranquillo, ci scambiamo gli articoli interessanti che leggiamo ma su questa vicenda, quella di Autistici/Inventati, si è acceso molto. Questo anche perché – e ora arriviamo a spiegare tutta la storia dall’inizio – Autistici/Inventati aveva il suo conto corrente in Banca Etica. Che è una banca italiana, una banca particolare — come dice il nome, aderisce ai principi della finanza etica, per questo i volontari dell’associazione l’avevano scelta – ed è anche la banca che ha dato vita a Fondazione Finanza Etica, l’editore di Valori.it e quindi di questo podcast.
Non è, ovviamente, Valori.it ad avere direttamente un ruolo in tutto quello che sto per raccontare. Ma i personaggi di questa storia sono più vicini a noi del solito, e per questo, giustamente, anche la comunità di Unchained – e quindi molti di voi che ascoltate ora – ci ha chiesto cosa ne pensiamo. Sul sito web trovate molti contenuti scritti, recuperatevi soprattutto quelli del direttore Andrea Barolini. Qui nel podcast proviamo a fare il punto, riassumendo quello che sappiamo, quello che non sappiamo e, alla fine, qualche pensiero. Sono riflessioni stimolate anche da chi ha partecipato a quella conversazione collettiva, e per questo vi ringraziamo.
Cominciamo.
Chi era Autistici/Inventati
Dunque, proverbiale passo indietro. Autistici/Inventati era un collettivo di nerd, gente che o lavora nell’informatica o ne ha la passione e ha deciso di mettere le sue competenze al servizio di una causa. Nasce dopo le grandi proteste di Genova nel 2001, quelle del G8 e dei no-global, e matura in quell’ambiente le sue convinzioni. Sul suo sito si definiva «antifascista, antirazzista, antisessista e antimilitarista, contrario al capitalismo e all’autoritarismo». Il nome si scrive con una barra obliqua, Autistici slash Inventati, con l’accento sulla e, e viene dall’unione dei nomi delle due realtà che lo avevano preceduto – autistici.org e inventati.org.
In pratica, quello che faceva Autistici/Inventati era mettere dei servizi digitali – tipo siti web, indirizzi email, blog – a servizio di sindacati, attivisti e movimenti di sinistra. Un modo per permettere a persone affini ideologicamente di esistere online senza passare dai vari Google & Co. Per vent’anni abbondanti hanno operato in relativa tranquillità. Poi, è arrivato lui.
L’uomo della caccia ai comunisti
Il lui in questione è Marco Rubio, braccio destro del presidente statunitense Donald Trump e artefice della strategia di contrasto al, cito, terrorismo di sinistra. Rubio è un repubblicano di origine cubana, cresciuto in una delle comunità più visceralmente anti-comuniste del Pianeta, quella degli esuli cubani in Florida. Ironicamente, la sua famiglia venne negli Stati Uniti per scappare non da Fidel Castro e Che Guevara, ma dal regime di Batista, il dittatore amico degli Stati Uniti che venne cacciato dal comunismo. Ma Rubio non è tipo da temere le contraddizioni.
È stato deputato, speaker della Camera e senatore. Nel 2016 si candidò alle primarie per la presidenza. Tra i rivali c’era Trump, che Rubio derideva e riempiva di insulti. Poi Trump ha vinto, e hanno fatto pace. Nel 2024, dopo la seconda vittoria del biondo alle presidenziali, Marco Rubio è stato nominato Segretario di Stato, l’equivalente del ministro degli Esteri. E lì ha potuto finalmente fare quello per cui si preparava da tutta la vita, quello per cui i suoi elettori latini della Florida continuano ad essergli fedeli: dare la caccia ai comunisti.
Un problema che non c’è
L’amministrazione Trump è nata col peccato originale del 6 gennaio, essere tornata al potere vincendo le elezioni, ma avendo tentato un maldestro colpo di Stato. E, in vista delle elezioni di midterm, quelle parlamentari, ha il problema di un presidente impopolare che si è impelagato in una guerra impopolarissima, quella in Iran. Insomma, è il momento giusto per parlare di un problema che non c’è.
A maggio, la Casa Bianca ha pubblicato l’aggiornamento del documento strategico di sicurezza, sostanzialmente la lista dei pericoli per gli Stati Uniti, e d’improvviso ha deciso che tra le grandi minacce alle vite degli americani c’è il terrorismo di sinistra. Un terrorismo che, dettaglio importante, viene cullato dagli Stati europei, si legge. In pratica, Trump e i suoi dicono ai governi europei di reprimere di più la propria sinistra, sennò ci penseranno loro. A luglio, Rubio fa pubblicare un secondo documento, stavolta incentrato sulla curiosa teoria per cui è Cuba l’epicentro di questa rete di terrorismo globale. Il documento è per metà palesemente prodotto dell’IA, e per metà un riciclo di tesi degli anni Settanta, ma fa nomi e cognomi – si parla dell’ex leader Labour Jeremy Corbyn, dell’ex vicepresidente spagnolo Pablo Iglesias, dei movimenti per la Palestina.
Di fatto, è la cornice che permetterà l’attacco ad Autistici/Inventati.
Le sanzioni
Arriviamo a fine agosto. Il Dipartimento di Stato e il Dipartimento del Tesoro accusano Autistici/Inventati di aver fornito blog, hosting, email cifrate, piattaforme di streaming, chat e videoconferenze a «cellule Antifa violente» ed entità già sanzionate, in particolare il Partito Curdo dei Lavoratori turco. Il collettivo toscano viene inserito in tutta una serie di liste, le più importanti delle quali – forse il nome lo avete – sono le liste Ofac, che comportano sanzioni economiche. In sostanza, gli Stati Uniti accusano Autistici/Inventati non di aver compiuto atti terroristici, ma di essere responsabili dell’uso che gli utenti fanno dei loro servizi. E voi direte: ma se io faccio qualcosa di illegale organizzandomi su Gmail, sanzionano Google? Ecco, appunto, no. Ma qui non c’è un reato o un processo: è una decisione politica. E Marco Rubio, come dicevo, non teme le contraddizioni.
C’è un elemento che va compreso qua. Le sanzioni statunitensi sono legge solo negli Stati Uniti. Autistici/Inventati era un gruppo di italiani con sede in Italia. Eppure, ne parlo al passato perché il sei settembre, con un comunicato sul suo sito web, l’associazione ha comunicato che a seguito delle sanzioni interrompe le attività. Qui l’elemento: come mai?
Il potere del dollaro
Il punto è che, da decenni, gli Stati Uniti hanno costruito le infrastrutture di base del sistema finanziario globale. Non importa se usi una banca italiana, se non investi, se compri solo da negozianti locali: i tuoi soldi passano, virtualmente, dagli Stati Uniti. E, se gli Stati Uniti vogliono, hanno molti modi per bloccarli. Due esempi facili. Primo, pensate ai sistemi di pagamento: nel mondo c’è un sostanziale duopolio, un mercato diviso tra Visa e Mastercard. Entrambe statunitensi. Secondo, la valuta franca per gli scambi tra nazioni è, per la maggioranza del commercio mondiale, il dollaro statunitense.
Gli Stati Uniti non hanno il potere legale di imporre a una nostra banca di chiudere un conto. Ma hanno – ovvero, si danno – il potere di renderle la vita molto difficile se continua a operare con chi hanno sanzionato: possono tagliarla fuori dal sistema bancario in dollari, cioè impedirle di avere un conto di corrispondenza presso una banca americana. E siccome oggi anche circuiti come Visa e Mastercard passano, in fondo, da quell’infrastruttura in dollari, il rischio finisce per estendersi anche lì. E il rischio si allarga anche ai rapporti con le altre banche – e per rapporti si intende anche solo un utente che fa un bonifico per pagare l’affitto – perché le altre banche potrebbero a loro volta scegliere di tagliare ogni ponte con l’istituto in questione, per non rischiare di finire coinvolte a loro volta. Una valanga del ricatto.
Esistono circuiti alternativi ed “europei” – come Bancomat o Satispay, ad esempio – che restano fuori da questo meccanismo perché non passano dal sistema in dollari. Ma non sono sistemi che rompono quell’oligopolio: non funzionano per tutto, non sono accettati ovunque – banalmente nei pagamenti online – e limitano fortemente ciò che puoi fare: niente pagamenti internazionali, niente operazioni fuori dall’area euro.
Il conto in Banca Etica
E qui arriviamo al proverbiale punto. Autistici/Inventati era un’associazione registrata, e come la gran parte delle associazioni aveva un conto corrente. In questo caso, un conto corrente presso Banca Etica. La banca, saputo dell’inserimento nelle liste Ofac, ha sospeso e poi bloccato il conto del gruppo, e ha pubblicato un comunicato in cui condanna l’uso politico delle liste Ofac, spiega di avere le mani legate per i motivi di cui sopra e chiede aiuto sia alle associazioni di categoria sia alle istituzioni. Richiesta, ovviamente, rimasta senza risposta.
Vi risparmio i dettagli giorno per giorno. Banca Etica e Autistici/Inventati si sono incontrati più volte – lo sappiamo perché entrambi ne hanno dato conto con dei comunicati stampa. Incontri dapprima più cordiali, così si legge, e poi più tesi. Il collettivo, nelle ultime comunicazioni, ha accusato la banca di aver sequestrato i fondi. La banca ha risposto spiegando di aver dovuto ottemperare per tutelare i 130mila correntisti del gruppo, e ha invitato a una mobilitazione della società civile per obbligare le istituzioni a intervenire e opporsi alle sanzioni unilaterali statunitensi. Aldo Soldi, presidente del gruppo, in un’intervista al quotidiano il manifesto ha detto che «in una situazione simile, una banca è sola. Per questo abbiamo chiesto aiuto».
Alla fine, nonostante la cessazione delle attività, Autistici/Inventati ha annunciato un ricorso contro la decisione della banca, e la banca ha fatto sapere di essere contenta del ricorso, perché in questo modo le istituzioni sarebbero state obbligate a farsi carico della vicenda.
Su cosa avrebbe o non avrebbe potuto fare Banca Etica – proprio in quanto etica, diversa da altre banche e sulla quale ricadono aspettative più alte – si è discusso molto in questi giorni. Anche nel gruppo di Unchained, come vi dicevo. Non sarebbe onesto saltare questa discussione. Ne ho parlato con Piercarlo Felice, avvocato cassazionista e socio fondatore dell’Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio.
Piercarlo Felice, avvocato cassazionista: «L’Ofac valuta complessivamente [la situazione] e, qualora l’istituzione finanziaria estera dovesse agevolare operazioni significative da parte dei soggetti designati, scatterebbero queste sanzioni secondarie — quindi sanzioni di natura economica, ma potrebbero esserci anche risvolti penali al ricorrere di determinati presupposti. Ma, senza scendere nei tecnicismi, c’è poi un tema di de-risking: è questo il rischio maggiore che le istituzioni finanziarie europee devono ponderare, ovvero il rischio che il sistema finanziario americano decida di fare de-risking nei confronti dell’istituzione finanziaria estera che avrebbe agevolato il soggetto designato.
Quindi cosa succede? Visto che i sistemi di pagamento sono gestiti, per la stragrande maggioranza, dalla struttura finanziaria globale di società americane – c’è tutto il tema delle transazioni in dollari – il de-risking potrebbe determinare di fatto anche un blocco operativo, e quindi creare un rischio sistemico per l’istituzione finanziaria: niente più carte di pagamento, niente più operazioni in dollari. Ci sarebbe, di fatto, un isolamento dell’istituzione finanziaria.»
Non solo Autistici/Inventati
Questa non è solo la storia di Autistici/Inventati. Sia i giudici della Corte Penale Internazionale che hanno indagato su Israele sia Francesca Albanese, l’italiana relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, hanno subito sanzioni simili. E anche loro si sono trovati esclusi dal sistema finanziario globale, senza nemmeno un conto personale per le loro spese. L’amministrazione Trump e Marco Rubio possono sanzionare persone e organizzazioni senza un processo né un giudice. I sanzionati, se hanno soldi e tempo, possono provare a fare ricorso, e vedere se tra qualche anno una corte darà loro ragione. Intanto, rimangono a terra.
La novità del caso Autistici/Inventati è che, stavolta, a essere colpita è una realtà poco conosciuta, non un personaggio famoso in tutto il mondo come Albanese. E non è un bene. Se anche una piccola no-profit con sede a San Giuliano Terme può finire nel mirino di Marco Rubio, chi può dirsi sicuro? Dopo, a quale ong, a quale sindacato, a quale giornale toccherà? Qual è il limite oltre il quale gli Stati Uniti non possono chiudere a piacimento aziende e organizzazioni che non gli piacciono fuori dai loro confini? C’è ancora un limite?
Le reazioni a questa vicenda sono state tiepide. Non solo governo italiano e Commissione Europea si sono astenuti dal commentare, ma anche le opposizioni di sinistra e la società civile, con qualche lodevole eccezione, hanno deciso di non spendersi troppo su questa causa. La scommessa è che, tutto sommato, è toccato ad Autistici/Inventati, ma non toccherà ad altri. Non a noi.
Un modo per prepararsi
È un modo di gestire la cosa. Un altro, però, sarebbe prepararsi.
Servirebbe un episodio a parte per parlare di cosa l’Italia e l’Europa potrebbero fare; qua mi limito a lasciarvi un esempio. Un anno fa, dopo essere stato in Brasile per seguire il negoziato delle Nazioni Unite sul clima – un’altra di quelle cose che la Casa Bianca boicotta, ma non divago – scrissi per Valori.it un articolo su Pix, un sistema di pagamento pubblico creato dalla Banca centrale e usato dalla maggioranza dei brasiliani. Funziona come Paypal e Satispay, per intenderci, ma è dello Stato, è gratuito e serve proprio a evitare di passare dalle grandi aziende nordamericane. Vi sorprenderà sapere che a Trump non piace, e ha messo dazi su dazi per convincere il presidente brasiliano Lula a eliminarlo. Ma Pix è ancora là – e se può farlo il Brasile, può farlo l’Europa. Il famoso euro digitale, di cui straparlano i complottisti, potrebbe potenzialmente essere una cosa simile.
Certo, per farlo serve la ancor più famosa volontà politica. Mentre scrivevo questo episodio, ero in un bar, avevo accesa di fronte a me una tv con un canale all news. La notizia era che i nazisti stanno tornando a vincere in Germania – molti simili a quelli di una volta, ma che stavolta con gli statunitensi vanno d’accordissimo. Non la vedo bene, la volontà politica di questa Europa.
Storie selvagge
La storia con cui siamo ripartiti dopo la pausa di agosto è diversa da quelle che trattiamo di solito. Non vi ho parlato di ceo, startup e Silicon Valley, come spesso facciamo. Ma è una storia selvaggia – perché questo livello di arbitrarietà, di autoritarismo, di repressione delle libertà democratiche, pensavamo non ci appartenesse più. Sapevamo che esisteva nel mondo, certo, e sapevamo che a volte erano i nostri leader o le nostre aziende a praticarlo. Ma altrove. Ora sappiamo che sta tornando anche da noi. Ed è anche, se mai servisse, la conferma di quanto potere ha la finanza, nel senso ampio del termine, sulle nostre vite.
Siamo a una sanzione arbitraria, a una riga scritta da Marco Rubio di distanza dal perdere l’accesso a un banale conto corrente. Decisamente è una storia selvaggia: puro imperialism unchained.
Autistici/Inventati si è congedato con una lettera. Ve ne leggo la conclusione:
Sono stati 25 anni bellissimi. Sono stati una “bella storia”.
Ora mollate il pc, uscite, lottate, abbracciatevi e non perdete il sorriso. Perché noi ci fermiamo. Ma la resistenza e le idee no. Restiamo umani.



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