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Ambiente

La Cop25 dimentica i diritti umani

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Un passo indietro incomprensibile e inatteso. La prima settimana di negoziati alla Cop 25 di Madrid ha portato alla pubblicazione, tra le altre cose, di una prima bozza delle regole che dovranno governare il mercato per lo scambio delle quote di emissioni di CO2. Ebbene, da esse è stato eliminato il riferimento alla necessità di «rispettare, promuovere e tenere conto dei rispettivi obblighi in materia di diritti umani».

Un cambiamento considerato “sorprendente” dalla rete di Ong Italian Climate Network. E che, sempre secondo le associazioni ambientaliste presenti a Madrid, potrebbe «mettere in pericolo la stessa integrità dell’Accordo di Parigi».

A spingere per la cancellazione del riferimento ai diritti umani, secondo quanto trapelato nei corridoi della Cop, sarebbero state le delegazioni di India e Arabia Saudita. Ma anche quella del Cile: nazione che presiede la Conferenza e che, al contempo, sostiene mega-progetto idroelettrico di Alto Maipo, nei pressi di Santiago. Contro il quale in molti puntano il dito per i suoi impatti sull’approvvigionamento idrico delle comunità locali, sull’uso della terra, sul turismo e sull’economia. In mancanza di regole stringenti, la gigantesca diga potrebbe comunque generare carbon credit ed aiutare così la nazione sudamericana a centrare i propri obiettivi in termini di riduzione delle emissioni climalteranti.

È per evitare casi come questo che le associazioni ecologiste si battono al fine di far sì che la transizione ecologica possa essere anche un’occasione per imporre un nuovo paradigma sociale ed economico basato su sostenibilità e rispetto dei diritti umani.

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