PODCAST
Finanza

L’anilina e i colori di Cirié

46:09
Li chiamavano i ‘pissabrut’ perché urinavano sangue: gli operai dell’Ipca, la fabbrica di Ciriè, vicino Torino, producevano pigmenti colorati lavorando con molecole tossiche e cancerogene.
La sigla Ipca – Industrie Piemontesi Colori all’Anilina – evoca una tragedia che conta quasi 200 operai morti per tumore alla vescica. Negli anni ’70 Albino Stella e Gino Franza, due ex operai, cominciano una lotta per il riconoscimento di quel cancro come malattia professionale.
Alessandro Coltré e Rita Cantalino ripercorrono la nascita di questa fabbrica e ci conducono tra i capannoni arrugginiti dell’Ex Ipca, ormai chiusa da trent’anni, ripudiata dai suoi stessi proprietari. Oggi quel che resta dello stabilimento è un sito orfano, ossia un’area inquinata che lo Stato deve bonificare perché i responsabili della contaminazione sono irraggiungibili.

La sigla e le musiche sono tratte da They’re Coming to Get You di Hysterism (Vittorio Cipriani) ℗ 2018 High Scream Records.

I brani tratti da “La morte colorata. Storie di fabbrica” di Mauro Benedetti (Feltrinelli 1978) sono stati letti da Irene Carbone, Roberto Carena, Vittoria Moccagatta, Paolo Pepe.

“Molecole, storie di legami e di veleni” è un podcast prodotto da Fandango Podcast, A Sud e Valori.it.

Ascolta sulla tua piattaforma preferita.

2 Commenti

  • G

    GIANCARLO GRAMAGLIA

    Ero un bimbo di circa dieci anni quando andavo a raccogliere il pallone che mi era scappato nella "bialera", che non è un torrente, ma un canale pieno di acqua che produceva energia per far ruotare le macchine che fabbricavano la carta in cartiera LDM (Luigi De Medici)- dove abitavo con mamma e papà - luogo nel quale mio padre Ettore era dirigente. L'acqua scendeva dall'IPCA e costituiva una risorsa idrica fondamentale per le attività industriali della zona. Questo canale irriguo e industriale, parte di un antico sistema idraulico locale, convogliava l'acqua per azionare i macchinari, inclusi motori rotativi, in vari opifici lungo il suo corso prima di confluire nel torrente. Il pallone nella bialera mi cadeva spesso: a volte me lo raccoglievano gli operai della cartiera, a volte papà, ma quando mamma non era dalla finestra, lo raccoglievo io. Un mio amico con il quale andavamo in bici era Mimmo Calorio, figlio di Pietro: Mimmo è diventato medico, io psicoanalista!

  • G

    GIANCARLO GRAMAGLIA

    Gli operai dell'IPCA venivano chiamati "I Pisuruss“.

Lascia il tuo commento.

Effettua il login, o crea un nuovo account per commentare.

Login Non hai un account? Registrati