PODCAST

Chi c’è dietro gli attacchi contro i frigoriferi?

11:33

A ottobre un attacco informatico ha alzato fino a 50 gradi la temperatura dei frigoriferi di centinaia di supermercati francesi, passando dai sistemi di controllo dell’azienda danese Danfoss. A inizio novembre l’ondata ha raggiunto altri sette Paesi europei e l’Italia, con quattro punti vendita Coop colpiti in Sicilia, tre a Catania e uno a Palermo. Intanto negli Stati Uniti il Pentagono indaga su guasti simili negli spacci di sei basi militari.

Questo episodio di Unchained racconta la paranoia che ne è seguita: la casa domotica che diventa un film dell’orrore, i soliti sospettati (Vladimir Putin, gli hacker nordcoreani, Xi Jinping) e un’ultima ipotesi, l’intelligenza artificiale.

Vuoi commentare l’episodio o parlarne con altri ascoltatori?
Unisciti alla community di Unchained:
💬 Telegram 👥 Community Valori

Con Claudia Vago e Luca Pisapia, il team di Unchained, abbiamo deciso di riunirci per seguire i risultati delle elezioni brasiliane, prima, e di quelle di midterm statunitensi poi. Con noi, molti litri di spumante. Finita ogni bottiglia, abbiamo scritto un episodio. Questo. Buon ascolto!

L’Occidente è sotto attacco. A essere colpite sono le nostre più profonde radici. I nostri valori fondamentali.

I valori su cui abbiamo costruito la nostra favolosa civiltà giudaico-cristiana, faro di libertà e democrazia. I valori nel cui nome abbiamo commesso nei secoli dei secoli i peggiori stermini e i più atroci genocidi. I valori che ancora oggi esportiamo ovunque a suon di bombe, missili e mine antiuomo.

L’Occidente è sotto attacco. Dopo la Francia, i Paesi Bassi, il Belgio, la Svezia, l’Irlanda, l’Estonia e il Lussemburgo, l’attacco è arrivato nei giorni scorsi anche in Italia.

Subito sono stati attivati protocolli di difesa e protezione. Alla riunione di emergenza che si è tenuta a Palazzo Chigi hanno partecipato i più alti esponenti del governo, i direttori delle agenzie di intelligence, i rappresentanti dell’esercito, i migliori esperti di cybersicurezza, i più sofisticati hacker delle agenzie di sicurezza privata.

L’Occidente è sotto attacco. Ma abbiamo deciso di rispondere con i nostri uomini migliori. Non è escluso che tra di loro ci sia anche il nome, finora tenuto segretissimo, dell’attore che sostituirà Daniel Craig per impersonare il prossimo James Bond nella fortunata serie cinematografica di 007.

L’Occidente è sotto attacco, dicevamo. Un attacco informatico che da settimane sta colpendo diversi Paesi europei. Un attacco che va a colpire il cuore pulsante della nostra civiltà: i frigoriferi nei quali rinchiudiamo il nostro cibo.

Tutto è cominciato in Francia, il mese scorso, quando un’intrusione hacker ha preso il controllo dei sistemi di refrigerazione di circa 700 supermercati sparsi sul territorio. In particolare di quelli dei colossi della grande distribuzione, che per i loro sistemi di refrigerazione usano il software danese Danfoss.

Attaccando Danfoss, il virus informatico ha alzato la temperatura dei frigoriferi dei 700 supermercati fino a 50 gradi centigradi. Provocando non solo la perdita dei generi alimentari contenuti, ma anche cortocircuiti e incendi nei locali. I danni sono stati stimati nell’ordine delle decine di milioni di euro.

Questa settimana l’attacco ai frigoriferi dei supermercati si è esteso ad altri Paesi europei: Belgio, Estonia, Irlanda, Finlandia, Lussemburgo, Paesi Bassi e Svezia, fino ad arrivare anche in Italia. In particolare in quattro punti vendita della Coop in Sicilia: tre a Catania e uno a Palermo. E in piccoli esercizi in Toscana e Sardegna.

In tutti i casi le anomalie hanno riguardato i frigoriferi o i sistemi di refrigerazione dei banchi alimentari. L’attacco informatico ha attivato a distanza la modalità di sbrinamento degli impianti: in questo modo le temperature dei frigoriferi e dei congelatori sono salite al di sopra dei limiti previsti dalla legge. In alcuni casi raggiungendo i famosi 50 gradi. E mandandoli in tilt.

Tutte le catene della grande e della piccola distribuzione che sono state colpite hanno confermato che si è trattato di un attacco informatico.

L’Occidente è sotto attacco. A essere colpiti sono i nostri valori fondamentali, quelli per cui ci sentiamo superiori agli altri.

A essere colpito è il nostro cibo. O per meglio dire, a essere colpita è la possibilità dell’Occidente di consumare una quantità enorme di cibo, ben oltre le sue possibilità produttive e ben oltre i suoi bisogni alimentari.

L’attacco informatico non ha colpito solo i frigoriferi dell’Occidente. Ha colpito l’idea stessa di consumo compulsivo su cui si fondano l’etica e la morale dell’Occidente.

Perché gli hacker hanno colpito proprio i frigoriferi

Come dicevamo, fino ad ora sappiamo che la maggior parte dei supermercati francesi, belgi e svedesi utilizzava i software di gestione e controllo forniti dall’azienda danese Danfoss. E non è escluso che il nome emerga anche negli altri casi. Questo spiegherebbe perché a essere stati colpiti sono proprio alcuni sistemi di refrigerazione e non altri.

Come si sono affrettati a spiegare gli esperti durante tutta la settimana, questi software sono collegati alla rete. E questo comporta due problemi. Il primo è che sono vulnerabili agli attacchi esterni, facilmente infettabili da virus o da hacker. Il secondo è che, essendo sistemi online, all’utilizzatore finale non arrivano indicazioni su eventuali pericoli, aggiornamenti da installare o tentativi di intrusione.

Se a questo si aggiunge che per aggiornare il sistema, o per prevenire eventuali attacchi, andrebbero spenti i frigoriferi, e quindi buttata via una quantità enorme di cibo, o meglio di soldi, ecco che si spiega la particolare vulnerabilità dei sistemi di refrigerazione. E perché l’obiettivo siano stati proprio i frigoriferi.

Ma, e questo è solo il primo dei problemi, la stessa cosa si può dire di tutti gli elettrodomestici. Dai forni alle lavatrici, dalle lavastoviglie agli impianti di riscaldamento. Sia a livello industriale (vedi i frigoriferi della grande distribuzione) sia a livello domestico.

E qui comincia la paranoia, e si capisce perché la notizia dei frigoriferi abbia avuto così tanto risalto.

Domotica, quando la casa diventa un film dell’orrore

Nell’Occidente che adora il consumo e venera la sua conservazione alla giusta temperatura, sempre più ambienti domestici, a partire dalle case, sono in mano alla domotica.

Secondo l’Enciclopedia Treccani la domotica è quella «disciplina che si occupa dell’applicazione dell’informatica all’insieme di dispositivi e impianti usati nelle abitazioni, provvedendo alla loro automazione».

In pratica vuol dire che, a differenza degli impianti tradizionali, quelli che azioniamo attraverso interruttori e pulsanti, le case sono in mano a sistemi che controllano tutto. Un panottico digitale dove tutti i dispositivi (illuminazione, riscaldamento, tapparelle, elettrodomestici) sono collegati tra loro e si scambiano informazioni.

Ecco che l’atmosfera si fa cupa, i sudori freddi, e la paura comincia a manifestarsi.

Se un hacker, un virus, o chi per lui, che è riuscito a penetrare nei software della grande distribuzione, riuscisse a entrare nella centralina di controllo della domotica domestica, non ci sarebbe via di fuga dalla casa infestata.

Lavatrici impazzite che sputano calzini, termosifoni e condizionatori che alternano caldo e freddo, luci che si spengono, tapparelle che si abbassano. E il film dell’orrore è bello che pronto.

Ma questo è il motivo per cui la notizia ha avuto tanto rilievo. Il motivo per cui sono stati attivati protocolli di difesa e protezione a livello nazionale e continentale, sono state organizzate riunioni a cui hanno partecipato i più alti esponenti del governo, dell’intelligence, dell’esercito, e sono stati interpellati i migliori esperti di cybersicurezza, è un altro.

L’attacco al cuore dell’Occidente forse non è cominciato con i frigoriferi francesi di inizio mese.

Un evento analogo, infatti, potrebbe essersi verificato all’inizio di agosto negli Stati Uniti, quando una serie di misteriosi malfunzionamenti ai frigoriferi ha colpito i punti vendita all’interno di almeno sei basi militari. E da allora, pur senza rilasciare informazioni dettagliate, il Pentagono ha comunicato di stare indagando su un sospetto attacco informatico.

E converrete, fa una bella differenza se a essere colpiti sono i frigoriferi di un piccolo supermercato in Belgio o quelli di una base militare sul suolo americano.

Ecco perché, insieme alla paranoia su cosa potrebbe succedere alla lavatrice o alle tapparelle di casa, si è diffusa una formidabile paranoia cospirazionista, di altro e ben più alto livello, su chi potrebbero essere i colpevoli di questo vile attacco al cuore di Occidente.

Putin, Corea del Nord, Cina: i soliti sospettati

Data la particolare dinamica degli incidenti è stata subito scartata la possibilità di attacchi da parte di quegli hacker che poi chiedono un riscatto: la pratica più diffusa negli attacchi informatici. Avendo infatti attaccato il cibo, che è subito deperito, e avendo provocato danni per milioni di euro, non ha senso poi che si chiedano i soldi a uova rotte e danno fatto.

Scartata questa ipotesi, quindi, i probabili colpevoli individuati da governi, intelligence, eserciti ed esperti di cybersicurezza, dalle grandi menti dell’irato Occidente sotto attacco, sono sempre i soliti.

Il primo è sempre lui: sua maestà Vladimir Putin, che secondo gli strenui difensori dei valori occidentali è il grande burattinaio di tutti i complotti possibili e immaginabili, le guerre, le carestie e le minacce locali e globali.

Esplode un conflitto, cade un aereo, il cane del mio vicino mi ringhia? Ha stato Putin.

In seconda posizione, secondo giornalisti ed esperti, ci sono gli hacker nordcoreani: a Pyongyang, pare, sono più bravi ad hackerare che a lanciare missili.

Ultimo gradino del podio per Xi Jinping, che ovviamente è enigmatico e imperscrutabile come tutti i cinesi, e quindi non abbiamo ancora ben capito se è nostro amico o nostro nemico, ma nel dubbio teniamo sempre aperta una porta che sia stato lui.

Visto che siamo alla fase delle ipotesi, tra l’altro, ne aggiungiamo pure una, già che ci siamo: l’intelligenza artificiale.

L’attacco ai sistemi di refrigerazione occidentali, il cuore di tutto quello in cui crediamo e la forza divina che ci spinge a fare tutto quello che facciamo, è stato portato dall’intelligenza artificiale con un unico e preciso scopo: sterminarci tutti, piano piano, uno a uno, cominciando dal cibo.

Ma non per farci morire di fame, attenzione. Questa intelligenza artificiale cui ci piace attribuire proprietà soprannaturali, essendo stata creata da una nostra costola, è ben consapevole che togliendoci il cibo non moriremmo di fame. Perché per i sacri valori occidentali il cibo non è solo nutrimento, ma consumo compulsivo.

E quindi l’intelligenza artificiale sa benissimo che l’intero Occidente, ben prima di estinguersi per mancanza di cibo, la farebbe finita da sé, senza pensarci troppo, colmo di disperazione perché gli hanno tolto l’unica cosa che sa fare: produrre, trasportare, refrigerare, comprare e infine consumare cose assolutamente inutili e superflue.

Nessun commento finora.

Lascia il tuo commento.

Effettua il login, o crea un nuovo account per commentare.

Login Non hai un account? Registrati