Tutto quello che non va nella svendita di San Siro

Lo stadio di San Siro non è stato venduto a Inter e Milan, ma a due entità finanziarie che per statuto devono fare soldi, e in ...

Il nuovo San Siro è un regalo alla speculazione finanziaria © fightbegin/iStockPhoto

Dopo una lunga notte di discussioni la giunta di centrosinistra del Comune di Milano, con 24 voti favorevoli, 20 contrari e 2 astenuti, ha provveduto alla vendita dello stadio di San Siro. O ancor meglio a svendere per soli 197 milioni lo stadio di San Siro e le aree circostanti – per la bellezza di 280mila metri quadrati – a due misteriose entità finanziarie. Queste potranno ora costruire un nuovo stadio. E già che ci sono anche negozi, alberghi e centri commerciali. E visto che il prezzo era troppo basso, la giunta Sala ha deciso di scontare altri 22 milioni per la bonifica dell’area e per i lavori del tunnel Patroclo, che saranno a carico dei cittadini.

La fretta del voto è stata dettata dal fatto che dopo poche ore sarebbe scaduta la proposta di acquisto. E dal fatto che la svendita, che deve ancora essere perfezionata: il rogito deve per forza avvenire entro il 10 novembre. Quel giorno scatta infatti il vincolo paesaggistico della Soprintendenza sul secondo anello di San Siro, che renderebbe impossibile la demolizione del vecchio stadio. Ma la fretta del voto è stata dettata soprattutto dal voler chiudere il prima possibile quello che si configurerà come il più grande sacco di Milano dopo Expo. La decisione del Comune di svendere in tutta fretta San Siro a misteriosi privati diventa quindi una vergogna indelebile.

La questione delle proprietà fantasma di Milan e Inter

Ora, intendiamoci, in generale costruire un nuovo stadio di calcio potrebbe anche essere cosa buona e giusta. Come ricorda il report della Uefa, negli ultimi anni nei bilanci delle squadre di calcio contano sempre meno i diritti televisivi e sempre più i ricavi commerciali e i ricavi da stadio. Un nuovo stadio a San Siro avrebbe quindi avuto senso se fosse stato accompagnato da una serie di misure sociali. Ma così non è stato. San Siro è stato l’ennesimo regalo della città di Milano alle speculazioni finanziarie di due fondi d’investimento che hanno nella loro ragione sociale quella di fare il maggior guadagno nel minimo tempo.

Sempre che poi San Siro sia stato davvero svenduto a loro, visto che sulle personalità giuridiche di chi firmerà l’acquisto a prezzi stracciati permane il mistero. Sul fatto che il Milan sia di proprietà di RedBird Capital Partners o ancora di Elliott Management Corporation ne abbiamo scritto a lungo. E anche la magistratura milanese si è fatta la stessa domanda e ha aperto un’inchiesta. Sui complessi e misteriosi passaggi di proprietà dell’Inter da Suning a Oaktree Capital Management non è stata invece ancora aperta alcuna inchiesta. Ma la giunta Sala ha già trovato la soluzione: un bello scudo penale che permette a Inter e Milan di svicolarsi in caso di indagini che rallentino la loro fame speculativa.

E quella della proprietà dello stadio di San Siro

Quando anche risultasse che la questione della proprietà dei club fosse risolta, e si scoprisse che Milan e Inter appartengano in maniera limpida a dei legittimi proprietari, sorgerebbe però un altro problema. Lo stadio diventerebbe di proprietà dei fondi, e non certo dei club. Al 2024 il Milan aveva debiti per 324 milioni, esclusi gli oltre 400 che RedBird deve ancora a Elliott per il prestito. Sempre al 2024, l’Inter aveva debiti per oltre 730 milioni, e qui sono compresi i famosi bond. Come farebbero i due club a trovare 1,2 miliardi di euro? Ovvero quanto è stato stimato per la costruzione del nuovo stadio? Semplice. Non li troverebbero loro ma, attraverso prestiti bancari, i due fondi d’investimento che li gestiscono.

RedBird Capital Partners è un fondo di private equity. Per statuto raccoglie gli investimenti di altri fondi ai quali promette di restituire dividendi nel minor tempo possibile, grazie a rapide operazioni speculative. E il Milan è un investimento a breve termine che deve portare guadagno, non successi sportivi. Oaktree Capital Management è una società di gestione patrimoniale specializzata in titoli tossici, li compra, li ripulisce alla bell’e meglio e li rivende. L’Inter era un titolo chiaramente in difficoltà con il fallimento di Suning, è stato preso per essere ripulito e rivenduto il prima possibile. Anche qui senza alcun interesse per i risultati.

Per Milan e Inter solo nuovi debiti

Saranno quindi RedBird e Oaktree ad acquistare San Siro per gonfiare il valore dei loro due asset. E lo faranno attraverso prestiti bancari per poter fare i lavori dello stadio, stimati come si diceva in 1,2 miliardi di euro. Prestiti che, basta guardare ai recenti casi di Barcellona e Madrid, avranno interessi altissimi e ricadranno tutti sui bilanci delle squadre. Così tra qualche anno i due fondi potranno decidere di vendere, anche separatamente, le squadre e il nuovo stadio. I fondi avranno completato la mission aziendale e soddisfatto i loro clienti. Milan e Inter si troveranno indebitati fino al collo. Ma non è finita qui. Il nuovo stadio ha anche una precisa funzione sociale: espellere i poveri, dentro e fuori lo stadio.

È quello che da alcuni lustri si verifica sempre con l’organizzazione dei grandi eventi sportivi. Vedi anche il caso delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. Un progetto che prevede lo spostamento in altri luoghi delle persone con basso potere d’acquisto. Come abbiamo raccontato in questi anni a proposito dei nuovi stadi, l’aumento spropositato del costo dei biglietti fa in modo che i tifosi siano espulsi dallo stadio per essere sostituiti dagli spettatori. E lo stesso avviene nel quartiere, con gli abitanti costretti a spostarsi in altri quartieri più periferici. E a essere sostituiti da chi può permettersi di vivere nel nuovo quartiere.

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