Trump punta sul sogno americano e fa leva sulla finanza

Trump sorprende tutti: per giocarsi le elezioni di midterm sfida la finanza americana con misure su mutui e tassi delle carte di credito

Pur di vincere le elezioni di Midterm, Trump decide di scontentare la finanza ©AdrianHancu/iStockPhoto

Donald Trump, purtroppo, non è uno stupido. I modi rozzi, il calpestare ogni protocollo, lo sdoganare i peggiori istinti degli americani e il rivolgersi a loro sempre con le stesse 50 o 60 parole non deve trarre in inganno. Purtroppo, il presidente degli Stati Uniti sa probabilmente meglio di quanto si possa immaginare come comportarsi per parlare alla pancia dei suoi concittadini.

Sia ben chiaro, che personalmente l’individuo non sia né Einstein né un uomo di ampia cultura non è una novità. Ma un conto è questo, un conto è, appunto, essere in grado di portare gli elettori dalla propria parte.  Certamente l’attuale inquilino della Casa Bianca è ultra-divisivo. Il suo estremismo su ciascun tema, ciascun argomento, fa sì che la stragrande maggioranza della popolazione lo ami o lo detesti con tutto il cuore. «Chi non è con noi è contro di noi», cent’anni dopo. 

Trump chiede alla finanza di “fare la propria parte” (mutui e tassi al 10%)

Trump sa perfettamente che, nel caso in cui alle elezioni di Midterm dovessero vincere i democratici, il rischio di una procedura di impeachment sarebbe più che concreto. Per lui e per la sua amministrazione, dunque, si tratta di un passaggio fondamentale. Talmente tanto da convincerlo perfino, al fine di trovare risorse per sostenere le famiglie americane, a lanciarsi in ciò che neppure i democratici ebbero il coraggio di fare: chiedere alla finanza di fare la propria parte

Nei giorni scorsi, il miliardario americano ha chiesto alle organizzazioni semi-governative Fannie Mae e Freddie Mac di fare di più per sostenere l’accesso ai mutui. Successivamente, ha annunciato la richiesta a banche e gestori di parte di credito di porre un tetto ai tassi di interesse chiesti ai loro clienti. Tale soglia, a partire dal 20 gennaio, sarà fissata al 10%. A oggi, invece, secondo i dati di Bloomberg, il tasso medio è di circa il 20%. 

La reazione delle banche: “meno credito” e minacce sul mercato

Trump vuole dunque inviare un segnale chiaro ai contribuenti americani. Le reazioni della lobby del settore non si sono fatte attendere. In un comunicato pubblicato sabato scorso, il Bank Policy Institute e la Consumer Bankers Association hanno indicato che imporre un tetto ai tassi d’interesse «ridurrà la disponibilità di credito» e sarà «devastante per milioni di famiglie americane e piccoli imprenditori che dipendono dalle loro carte di credito». 

Una minaccia per nulla velata, insomma, da parte della finanza: se potremo chiedere soltanto il 10%, non varrà più la pena. Tanto varrà non concedere più carte di credito. In realtà le banche statunitensi grazie a questi strumenti hanno guadagnato cifre mostruose. Soltanto JPMorgan nel 2024 ha dichiarato una rendita netta del 9,73% sui prestiti legati alle carte di credito, il cui ammontare è di circa 200 miliardi di dollari. Una bella fetta dei 25,5 miliardi di dollari centrati nel suo complesso dalla divisione “carte”.

Famiglie indebitate e carte di credito: perché il tetto ai tassi è popolare

Si tratta inoltre di una questione sensibilissima per moltissimi americani. Non poche famiglie sono indebitate fino al collo: un debito di “soli” 10mila dollari può portare a dover pagare interessi per 3.500 dollari in tre anni. Tanto che, in passato, lo stesso senatore progressista Bernie Sanders e la deputata Alexandria Ocasio-Cortez avevano proposto un tetto al 15%. Il parlamentare del Vermont lo scorso anno aveva perfino sostenuto una proposta del collega repubblicano Josh Hawley che chiedeva un limite al 10%. 

Quanto ai prestiti, basti pensare che il prezzo medio di un alloggio è cresciuto negli Stati Uniti del 50% dal 2019 ad oggi. Al contempo, l’età media di chi ha comprato la prima casa è salita rapidamente, arrivando a raggiungere i 40 anni. Di qui la richiesta a Fannie Mae e Freddie Mac: «Ciò porterà a un calo dei tassi ipotecari, un calo delle rate e renderà il costo per comprare una casa più abbordabile. È una delle numerose misure che sto adottando per ritrovare il potere d’acquisto che l’amministrazione Biden aveva completamente distrutto», ha scritto Trump sul suo social network Truth. 

American dream: usare il portafoglio per far digerire l’autoritarismo

Facendo seguire le parole che riassumono il suo obiettivo finale: «Stiamo ristabilendo il Sogno americano». L’American dream. Il miraggio di una società nella quale tutto è possibile. La scommessa, evidentemente, è di far digerire alla popolazione statunitense i raid da squadristi dell’ICE contro i migranti, le guerre commerciali, i giri di vite contro le minoranze e un malcelato darwinismo sociale, facendo leva sul portafoglio. D’altra parte, si tratta di ciò che è sempre stato in assoluto più a cuore allo stesso Trump. La resistenza, negli Stati Uniti, si misurerà su questo. 

1 Commento

  • T

    Tiziano Biella

    Fannie Mae e Freddie Mac sono controllate dal governo che già in passato impose di concedere mutui senza verificare né la solvibilità né la concretezza del bene immobile (mutui subprime su legno tarlato) finiti impacchettati in fondi immobiliari venduti in Europa

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