Attesi dividendi record nel 2026: le imprese europee premiano gli azionisti mentre il mondo è al collasso

Nonostante guerre e crisi, le società dell’indice paneuropeo STOXX 600 si preparano a distribuire 454 miliardi di euro in dividendi nel 2026

Nel 2026 i dividendi delle imprese europee raggiungeranno cifre record ©Sakorn Sukkasemsakorn/IStockPhoto

Cascasse il mondo, e pare proprio stia cascando, le imprese europee continueranno a premiare generosamente i propri azionisti. Secondo le stime di Allianz Global Investors, nel 2026 i dividendi distribuiti dalle società dell’indice paneuropeo STOXX 600 potrebbero raggiungere i 454 miliardi di euro. Si tratterebbe di un aumento del 4% rispetto al 2025, oltre che di un nuovo record storico.

I dividendi crescono fuori ogni misura, mentre il Pianeta è sull’orlo del collasso climatico e sociale. La transizione ecologica è costantemente rimandata in nome della stabilità dell’economia, ma a restare stabili sono solo le ricchezze di chi già ha tanto. Nel giro di pochi, precipitosi mesi, siamo passati dalle minacce di una guerra commerciale alla prospettiva concreta di uno o più conflitti armati in diverse aree calde del Pianeta. Su questo caos e in questi tempi di incertezza placidamente riposano le grandi imprese, che continuano ad accumulare denaro e a distribuirlo ai propri investitori. Quest’anno toccheremo un nuovo record storico ma, secondo Allianz GI, già nel 2027 lo infrangeremo.

Perché i dividendi sono il criterio principale per gli investitori

I dividendi, spiega Hans‑Jörg Naumer, gestore di Allianz GI, sono l’indicatore di mercato più osservato dagli azionisti. Che significa che, per investire in un’impresa, il criterio principe è la percentuale delle sue entrate che distribuisce. Soldi che potrebbero essere investiti per garantire condizioni di lavoro dignitose, nella tutela dell’ambiente, in una reale transizione ecologica della produzione. O in generale nell’interesse collettivo e sociale.

Non è questo, però, il gioco a cui stiamo giocando. Per attirare investitori l’unica cosa che funziona è la promessa di più denaro. «Il dividendo – spiega Naumer – consente di inviare un messaggio di stabilità ai mercati. Anche quando l’attività è volatile, le aziende mantengono o addirittura aumentano il dividendo distribuito».

Tra i gruppi che hanno pagato più dividendi negli ultimi 12 mesi c’è Nestlé, contestata per la sua condotta nei Paesi in via di sviluppo. C’è anche Novartis, oggetto di critiche per le sue politiche sui brevetti sui farmaci salvavita nei Paesi a basso reddito. Ma c’è anche TotalEnergies, azienda fossile recentemente denunciata in Francia per complicità di crimini di guerra in Mozambico. E il colosso del lusso LVMH, tra i peggiori nella gestione del rischio di lavoro forzato secondo KnowTheChain.

Rendimenti azionari nel 2026: il confronto tra dividendi in Europa e negli Stati Uniti

I dividendi continuano a rappresentare uno dei principali motori della performance delle azioni europee. Se negli ultimi cinque anni il valore dello STOXX 600 è cresciuto di oltre il 50%, il rendimento totale – che include sia l’aumento delle quotazioni sia i dividendi – supera l’80%. Si tratta di una peculiarità europea.

Negli Stati Uniti, infatti, la differenza tra performance con e senza dividendi è più ridotta. L’indice Standard & Poor’s 500 ha registrato un aumento dell’86% in cinque anni considerando solo l’andamento delle azioni. Includendo anche i dividendi la crescita arriva al 100%, ma la componente legata ai dividendi resta marginale: negli Stati Uniti il dividend yield medio è di appena l’1,5%.

Naumer sottolinea che il rendimento totale per gli azionisti, tenendo conto sia dei riacquisti delle azioni (pratica diffusa negli Stati Uniti) sia della distribuzione dei dividendi (maggiormente utilizzata in Europa), è però quasi identico: si attesta intorno al 5%.

Il meglio deve ancora venire. Per gli azionisti

Quest’anno è iniziato con gli Stati Uniti che attaccavano il Venezuela e minacciavano Colombia, Cuba e Groenlandia. Tra disuguaglianze in crescita vertiginosa e collasso climatico alle porte, il 2026 si annuncia come un anno difficile. Questo rende ancora più impressionante la contraddizione tra quello che succede ogni giorno nelle vite delle persone e l’accumulazione di ricchezza finanziaria ai vertici.

I dati di Allianz GI ci dicono che il 2026 sarà un’ottima annata per la distribuzione dei dividendi, ma il 2027 sarà ancora migliore. L’amministratore delegato lo ha spiegato bene: «Quello in corso sarà un anno di transizione per gli utili delle aziende, che dovrebbero registrare una ripresa dopo la stagnazione degli esercizi precedenti. I dividendi distribuiti dovrebbero quindi registrare un rimbalzo». E poco importa tutto quello che accadrà fuori.

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