Europa & investimenti sostenibili. Si fa strada la trasparenza

La nuova versione del Transparency Code per i fondi socialmente responsabili è un ulteriore strumento per diffondere scelte finanziarie consapevoli

Di Forum per la Finanza sostenibile

Sono settimane importanti in Europa sul fronte della finanza sostenibile. Ancora prima che la Commissione UE, dopo un lungo lavoro, varasse il suo Piano d’Azione per orientare il mercato dei capitali verso i temi ambientali e sociali, è stata lanciata la quarta versione del Codice Europeo per la Trasparenza degli Investimenti Sostenibili e Responsabili, lo European SRI Transparency Code.

Obiettivo fiducia

La prima versione risale ormai a 10 anni fa. Realizzato da Eurosif, l’associazione europea che promuove gli investimenti sostenibili, il Codice si applica ai fondi retail disponibili alla vendita in Europa ed è al momento l’unica certificazione relativa alla trasparenza delle politiche di sostenibilità nella gestione dei fondi. Sottoscrivendo il Transparency Code, gli asset manager si impegnano a fornire informazioni accurate, pertinenti e aggiornate sull’integrazione dei criteri di sostenibilità ambientale, sociale e di governance nelle politiche d’investimento dei fondi retail. L’obiettivo è garantire una maggior trasparenza verso i clienti, favorendo così scelte finanziarie più consapevoli. Il tutto nell’ottica di incrementare la fiducia degli investitori e promuovere lo sviluppo del mercato.

A fine 2017 il Transparency Code risultava sottoscritto da oltre 120 società e applicato al 62% dei fondi SRI. In termini assoluti, il dato equivale a oltre 700 prodotti.

Studiata in collaborazione con i Forum nazionali per la finanza sostenibile e con AFG (l’associazione dei gestori francesi), la versione 4.0 del Transparency code fa proprie alcune recenti iniziative intraprese dalla comunità internazionale in tema di cambiamento climatico. Da un lato, le raccomandazioni sulla rendicontazione dei rischi connessi al clima nelle attività delle aziende investite, che sono state emanate dal Financial Stability Board, l’organismo che monitora la stabilità del sistema finanziario mondiale. Dall’altro, tiene in considerazione l’articolo 173 della Loi de la Transition Enérgétique pour la Croissance Verte, la norma che in Francia vincola gli investitori istituzionali a dichiarare la propria esposizione ai rischi climatici e a indicare le misure introdotte per ridurla.

L’influenza dell’HLEG

Inoltre, il nuovo Codice accoglie alcune raccomandazioni dell’High-Level Expert Group (HLEG) on Sustainable Finance, un gruppo di esperti costituito nel dicembre del 2016 dalla Commissione europea con il compito di delineare una strategia di sviluppo della finanza sostenibile. Il 31 gennaio l’HLEG ha pubblicato un Final Report con alcune raccomandazioni chiave: su questi input, la Commissione europea si è basata per studiare un Piano d’Azione, che è stato presentato a Bruxelles lo scorso 22 marzo.

Tra le priorità identificate dall’HLEG: promuovere una maggior consapevolezza dei risparmiatori europei in materia di finanza sostenibile, anche garantendo una corretta e completa informazione sui prodotti SRI da parte di investitori e consulenti. E introdurre standard e certificazioni di qualità europei per i prodotti SRI, allo scopo di aumentare la trasparenza del mercato e di offrire agli investitori una maggior garanzia sulla gestione sostenibile dei fondi.

L’Europa sembra quindi decisa a incrementare la trasparenza dei prodotti e dei servizi SRI, con l’obiettivo di promuovere un sistema finanziario più sostenibile. Tuttavia, l’introduzione di standard comuni per i prodotti rappresenta una questione complessa, in ragione delle peculiarità dei singoli mercati nazionali e dell’eterogeneità dei soggetti finanziari coinvolti. Il dibattito, insomma, resta aperto: iniziative come il Transparency Code rappresentano un buon punto di partenza in vista dello sforzo di armonizzazione che le istituzioni e l’intera industria SRI saranno chiamati a compiere nei prossimi mesi.

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