La Flottilla per Gaza è la nostra resistenza morale

La Global Sumud Flotilla salpa per Gaza per rompere il blocco israeliano e consegnare aiuti umanitari: un gesto di resistenza morale che interroga l’Occidente

© Gulcin Bekar

La partenza della Global Sumud Flotilla, con decine di imbarcazioni che tenteranno di sfondare il blocco navale imposto da Israele e aprirsi un varco umanitario al fine di far arrivare cibo e generi di prima necessità alla popolazione della Striscia di Gaza, non rappresenta una sfida al governo di Netanyahu. O meglio, non solo. Quella variopinta, commovente, storica flotta diretta nell’unico luogo assediato al mondo dal quale i civili non possono neppure scappare è una risposta a tutte le vergognose, colpevoli e ripugnanti mancanze dei cosiddetti governi “democratici” di tutto il mondo.

Fiumi di inchiostro sono stati stesi – inutilmente – per ricordare i due pesi e le due misure utilizzati dall’Unione europea, e dai Paesi che ne fanno parte, così come dall’intero Occidente. Tutti in sella quando si è trattato di contrastare l’aggressione all’Ucraina di Putin, tutti braccia conserte quando si è trattato di difendere una popolazione martoriata. Tutti: Commissione di Bruxelles, governi europei, Stati Uniti, Nato. Nessuno escluso. 

Certo, qualcuno ha avanzato dichiarazioni. Qualcun altro ha chiesto a Israele di smetterla. Ma concretamente nessuno ha fatto nulla. Ed è, oggettivamente, disgustoso. Nei fatti – perché quelli contano, non le parole – si è deciso e si sta decidendo di lasciare che Israele continui a fare quello che vuole nella Striscia di Gaza (con le armi che gli vendiamo noi, arricchendoci). Ed è francamente difficile non pensare che sia anche legato al fatto che in quell’inferno c’è solo povera gente sconosciuta (i più “famosi” erano un calciatore e un pugno di coraggiosi giornalisti, e li hanno già fatti quasi tutti fuori), pochissime risorse naturali, pochi business: tanto vale lasciarli crepare. Così poi magari ci si potrà spartire il mega-resort/hub commerciale alla cui idea gongolano all’unisono l’estremista Donald Trump e il “laburista” Tony Blair. E allora sì che verranno fuori opportunità di business.

È così che si è ragionato? A guidare l’Occidente, anche stavolta, sono stati i numeri, unico faro di questo assurdo sistema economico predatorio? Oppure è un abbaglio, ed è solo frutto dell’immaginazione? E però, se così fosse, diteci una buona volta, cari decisori politici: perché? Perché non avete agito? Perché non lo fate neppure ora? Cosa deve succedere più di quello che abbiamo visto nella Striscia di Gaza affinché decidiate che è troppo, e che sanzioni, boicottaggi, interruzioni dei rapporti commerciali, diplomatici e politici devono riguardare Tel Aviv allo stesso modo in cui hanno riguardato Mosca? 

La Global Sumud Flotilla ha il coraggio di fare ciò che non ha fatto chi ci governa: perché non la difenderete quando si avvicinerà alle coste di Gaza? Israele ha avvisato che gli attivisti saranno arrestati e trattati come terroristi: lo consentirete? Davvero accetterete che siano arrestati e rinchiusi in isolamento chissà dove? Sono vostri cittadini! E no, questo non significa di certo arrivare a dichiarare guerra a Israele. Significa attivare tutti i canali diplomatici possibili. Significa ricordare che le acque internazionali sono tali. Che sulle navi si applicano le leggi del Paese di cui battono bandiera. Significa ingaggiare un braccio di ferro, chiedere spiegazioni, domandare per quale ragione non possano passare cittadini disarmati che trasportano latte in polvere per bambini. Chiedere quali siano mai i rischi, le giustificazioni possibili. Battere pugni sul tavolo, accendere i riflettori, mostrare la realtà al mondo.

E badate bene che non c’entra nulla di nulla la politica in tutta questa vicenda. Non è di sinistra o di destra portare scatole di cibo a una popolazione assediata, salvare un ragazzino dalla morte per fame, per sfinimento o per un proiettile conficcato nel cranio. Salvarlo è semplicemente non arrendersi, e voi invece evidentemente vi siete arresi. Salvarlo è resistenza morale. È rifiutarsi di essere complici. Non agire rende corresponsabili della peggiore espressione di disumanità dai tempi di Auschwitz-Birkenau. La storia vi e ci giudicherà.

Nessun commento finora.

Lascia il tuo commento.

Effettua il login, o crea un nuovo account per commentare.

Login Non hai un account? Registrati