Anche la piattaforma fintech Klarna emette la sua stablecoin
La piattaforma svedese per i pagamenti online Klarna lancia la sua stablecoin, aiutata dai nuovi regolamenti trumpiani negli Stati Uniti
Klarna, azienda conosciuta in tutto il mondo per i pagamenti rateizzati online, approfitta del clima favorevole e si lancia nel mercato delle criptovalute. La piattaforma fintech svedese a inizio 2026 comincerà a emettere KlarnaUsd, una stablecoin basata sul dollaro da utilizzare per pagamenti quotidiani e trasferimenti internazionali.
In buona sostanza, una stablecoin è una criptovaluta ancorata a un bene fisico, spesso il dollaro. O meno di frequente l’oro e l’euro. E come tale dovrebbe essere più stabile rispetto alle criptovalute tradizionali, che fanno dell’estrema volatilità il loro punto di forza e la loro debolezza. Ma come vedremo nemmeno le stablecoin sono poi così stabili.
Le altre piattaforme per i pagamenti online che puntano sulle criptovalute ancorate al dollaro
Il lancio della stablecoin di Klarna si inserisce in una tendenza generale che coinvolge le grandi piattaforme dei pagamento online. Qualche anno fa aveva aperto la strada PayPal, il colosso dei trasferimenti di denaro online che nel 2023 aveva lanciato la stablecoin PayPalUsd. Poi lo scorso anno Stripe, piattaforma che vende infrastrutture di software per inviare e ricevere pagamenti via internet, aveva acquistato la società di criptovalute Bridge e integrato il token direttamente nella sua infrastruttura di pagamento globale.
Da allora un po’ tutte le piattaforme stanno sperimentando pagamenti interbancari in stablecoin, per ridurre i tempi di compensazione e la dipendenza dai canali di pagamento tradizionali. Nel campo dei pagamenti internazionali infatti, dove le commissioni possono superare il 6% dell’importo inviato, i vantaggi sono considerevoli. Per chi si occupa di rimesse all’estero, e-commerce, pagamenti rateizzati e pagamenti internazionali, le stablecoin sono un modo per accelerare i pagamenti e ridurre i costi. «Klarna vede le stablecoin come un modo per ridurre significativamente i costi per consumatori e commercianti», è scritto nel comunicato stampa della fintech svedese.
Secondo i principali aggregatori, il mercato delle stablecoin è in forte espansione e rappresenta una cifra oscillante tra i 300 e i 400 miliardi di dollari. Questi token, ancorati alle valute fiat (le monete emesse dalle banche centrali) sono diventati uno strumento per trasferire fondi a basso costo. Anche se la loro stabilità, come abbiamo visto su Valori nel caso di Tether – piattaforma che con Usdt controlla circa la metà del mercato delle stablecoin – è ancora tutta da dimostrare. Perché sulla quantità di moneta effettivamente ancorata al dollaro permangono dubbi. Per questo Standard & Poor’s ha appena declassato questa capacità di Tether al gradino più basso della sua classifica.
Il quadro normativo degli Stati Uniti a trazione trumpiana che aiuta le stablecoin
Ma non c’è dubbio che per i vantaggi elencati sopra – pagamenti rapidi, meno commissioni – le stablecoin sono un toccasana per le piattaforme che si occupano di pagamenti online. Soprattutto quando, emettendo i loro token, in qualche modo costringono esercenti e consumatori a comprarli e alimentano così il mercato. Klarna stava già cercando di espandere in vari modi la propria portata nell’infrastruttura di pagamento digitale. Negli ultimi anni ha ampliato i suoi servizi finanziari includendo portafogli digitali e programmi di cashback, entrando così in competizione con le banche tradizionali.
Poi ha deciso di emettere la sua stablecoin che dovrebbe cominciare a operare dal 2026. E non è un caso che l’annuncio del lancio sia avvenuto lo scorso autunno, appena dopo la quotazione di Klarna in Borsa. «Finalmente ci sono le condizioni tecniche per offrire pagamenti rapidi, economici e facili da usare», ha dichiarato Sebastian Siemiatkowski, co-fondatore e Ceo di Klarna. «Le criptovalute hanno finalmente raggiunto una fase in cui sono veloci, economiche, sicure e scalabili. Questa è la prima incursione di Klarna nel mondo delle criptovalute».
Tutto questo è possibile grazie anche a un quadro normativo che tende sempre più a supportare le cripto. Un quadro che ha subito un’accelerazione da quando è tornato alla presidenza Donald Trump, che con le criptovalute ha un rapporto privilegiato. Negli Stati Uniti, un regime favorevole ancora più specifico per le stablecoin è in fase di implementazione con il Genius Act. In Europa, il regolamento MiCA sta gradualmente entrando in vigore. Così per Klarna, e le altre piattaforme di pagamenti online già considerate a termini di regolamento come istituti finanziari, diventa tutto più facile. «Le tecnologie di pagamento si stanno evolvendo a una velocità vertiginosa e vogliamo far parte di questa nuova generazione di servizi», ha concluso Siemiatkowski.




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