LOW. Un salto nel vuoto, fatto in grande

Una casa editrice. Ma anche una cooperativa sociale che fa inserimento lavorativo di persone svantaggiate. Ecco la storia di LOW

Questa storia ha tanti inizi. Si passano il testimone trasformando la materia di passaggio in passaggio così che per parlare di una cosa è impossibile non attaccarsi ad altre successe prima e forse ad altre che succederanno dopo.

È la storia di una casa editrice nata da pochi mesi. Si chiama LOW, ha sede nel centro storico di Piacenza e nell’autunno 2023 è uscita con i suoi primi due titoli: Muretti a secco, di Vittorino Andreoli, nei quali il celebre psichiatra ha trovato «il simbolo di una sapienza costruttiva e di una socialità sana che oggi abbiamo disperatamente smarrito». Un viaggio nella storia dell’umanità alla ricerca (e alla scoperta) del momento in cui l’uomo ha smesso di comportarsi come singolo iniziando a “stare insieme”. Il secondo è invece La Nuova Spoon River di Edgar Lee Masters, tradotta da Alberto Cristofori, uno dei più importanti traduttori del nostro Paese che ci ha permesso di leggere autori come Abdulrazak Gurnah, Philip K. Dick e Patrick McGrath.

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LOW non è una casa editrice come le altre

Quel che rende LOW edizioni una casa editrice speciale e diversa dalle altre è il fatto di avere tra i suoi assunti persone con fragilità e diversa abilità. Nel settore della comunicazione, infatti, siano case editrici, agenzie di comunicazione o pubblicitarie, la disabilità ha poca rappresentazione. Ecco il motivo del nome, LOW, una casa editrice indipendente che nasce dal basso.

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LOW edizioni però non nasce dal nulla, ed ecco il motivo per il quale accennavo ai molti inizi. Nasce da un’esperienza precedente e tutt’ora attiva, ovvero Officine Gutenberg, una cooperativa sociale che ormai da più di quindici anni si occupa, tra le altre cose, di inserimento lavorativo di personale svantaggiato in un settore non tradizionale, quello appunto dell’editoria e della comunicazione. Una cooperativa che si è occupata e si occupa di più cose: ha per esempio fondato piacenzasera.it, il primo sito di informazione dedicato alla città, ha aperto una copisteria, ma si è anche occupata di editoria locale, pubblicando libri sulla valorizzazione del territorio, sul turismo lento e biografie di personaggi del piacentino.

Non solo. Recentemente è stato infatti creato un pollaio sociale all’interno di un centro di aggregazione giovanile. Un vero e proprio pollaio con quarantanove galline allevate a terra e all’aperto che sono state prese in adozione da cittadini della zona. Anche in questo caso, l’attività è gestita da ragazzi con fragilità che non solo si occupano della gestione e organizzazione del pollaio, ma che hanno modo di avere un rapporto diretto coi clienti.

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LOW edizioni, un salto nel vuoto, fatto in grande

LOW è stato un salto nel vuoto, fatto in grande: se l’attività editoriale di Gutenberg era concentrata in ambito locale, il nuovo marchio si pone come obiettivo un respiro più ampio, saggi nazionali e internazionali, ma anche narrativa che esca dai confini provinciali.

La casa editrice, oltre al comitato di redazione, vede la presenza di un grafico, di un ufficio stampa e di ragazzi e ragazze con fragilità che si occupano della parte logistica, quindi di tutto ciò che riguarda il magazzino e le spedizioni, e della realizzazione fisica del libro (attraverso anche la creazione di prodotti artigianali come quaderni, agende e block notes). I ragazzi e le ragazze con fragilità e diverse abilità che si occupano di queste attività sono tutti dipendenti, mi racconta Paolo Menzani, socio fondatore di Gutenberg. «Quattro su cinque sono anche soci della cooperativa, ovvero soci lavoratori con un contratto da dipendenti. Alcuni sono inquadrati come operai, altri come impiegati, una differenza dovuta solo al tipo di attività di cui si occupano». 

Come arrivano a Gutenberg, e di conseguenza a tutte le sue costole, questi ragazzi e queste ragazze?

«Per quanto riguarda il reclutamento, esiste il cosiddetto collocamento mirato nei centri per l’impiego, che da qualche anno a questa parte sono diventati di competenza regionale, cioè sono gestiti dall’agenzia regionale per il lavoro. Ma è un canale molto formale che noi non abbiamo utilizzato. I nostri inserimenti lavorativi seguono molto spesso lo stesso percorso, ovvero le persone vengono inserite in cooperativa con un tirocinio dai Servizi Sociali del Comune di Piacenza, con cui abbiamo una convenzione. Il percorso non è obbligatorio, né scontato il suo esito. Nel senso che quando una persona segnalata inizia un tirocinio non è scontato né obbligatorio il finale con un’assunzione. Gli ultimi tre casi hanno avuto questo esito felice e sono quindi iniziati come tirocini pagati dal Comune; tirocini a cui è seguito un vero e proprio contratto di assunzione».

Che tipo di turni seguono?

«I ragazzi e le ragazze sono sempre tutti presenti la mattina perché il reparto di stampa digitale è di solito collocato in questa fascia oraria. Inoltre la sede è accanto al Tribunale e l’area è frequentata da persone e clienti soprattutto la mattina. Alcuni lavorano anche di pomeriggio, soprattutto da quando abbiamo avviato il progetto del pollaio sociale: i nostri ragazzi, di pomeriggio, consegnano le uova ai cittadini che hanno adottato una gallina. 

Quasi sicuramente con l’inizio di febbraio inseriremo anche una nuova ragazza, Micaela, che è una giornalista con disabilità fisica, e lei arriverà con il cosiddetto “articolo 22”, cioè attraverso un’azienda privata che ha l’obbligo normativo di assumere una persona delle categorie protette e fa una convenzione con noi – in quanto cooperativa di tipo B – invece di assumere direttamente una persona con disabilità».

low edizioni antologia di spoon river

Il 2024 di LOW edizioni

Il 2024 sarà l’anno in cui LOW edizioni ingranerà le marce con diverse nuove uscite. La prima è un libro collettivo, in uscita il mese prossimo. Si intitola Ripartire da qui e raccoglie dieci mete italiane, luoghi che nel corso del Novecento hanno in qualche modo segnato la storia del Paese. Dalla Barbiana di Don Milani all’Ivrea di Adriano Olivetti, dalla Cinisi di Peppino Impastato all Gorizia di Franco Basaglia, a cura anche di Gabriele Dadati, scrittore che affianca l’attività della casa editrice come consulente.

La seconda è un romanzo, dal titolo Extramundi, di Daniel di Schüler. La storia di un uomo di Predappio che riceve in eredità un palazzo in rovina in Galizia, e che decide di trasformare in albergo. Ricordandosi dei pellegrinaggi di nostalgici sulla tomba del Duce e in cerca di nuovi clienti per l’attività, decide di inventarsi che l’albergo sia stata l’ultima dimora di Hitler. Ma anche Un anno sottoterra, la storia di un ex minatore sardo che si è barricato in una miniera, e un saggio sul fumetto popolare, In difesa del vecchio fumetto. Nuovi libri e quindi nuove attività e nuovo lavoro per i ragazzi e le ragazze della cooperativa Gutenberg.

Il futuro di LOW

Qual è il sogno per il futuro di LOW edizioni? Lo abbiamo chiesto a Giovanni Battista Menzani, socio fondatore.

«Mettere in bolla i conti!», mi risponde ridendo. «Tornando serio: mi piacerebbe che il progetto LOW edizioni possa diventare un modo per consolidare la cooperativa di Officine Gutenberg e di darle un futuro lungo. Noi soci fondatori non siamo più ragazzi, quindi qualcuno di noi andrà presto in pensione. Vedere una situazione più stabile con i nostri ragazzi e giovani in un ruolo più importante è sicuramente un auspicio.

Un’altra cosa che desidero è ovviamente che il progetto cresca, si consolidi e si affermi anche sul mercato a cui ci siamo affacciati. LOW è una casa editrice che, come dice il nome, parte dal basso ma tra cinque anni mi piacerebbe che facesse parte in pianta stabile di questa comunità che è l’editoria indipendente e che possa continuare a produrre cultura, produrre valori e produrre idee».


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