Una volta il Manchester United vinceva tutto, ora vende l’erba ai tifosi
Il Manchester United è il paradigma del calcio finanziario. Presenta il settimo bilancio consecutivo in perdita e vende l'erba dello stadio
Da una parte della città il Manchester City trema. Dagli Stati Uniti giungono indiscrezioni che il panel indipendente della Premier League lo abbia giudicato colpevole di 114 delle 115 infrazioni per cui è sotto accusa. In buona sostanza, come raccontato a suo tempo su Valori, avrebbe gonfiato e falsificato sponsorizzazioni ricevendo soldi dalla proprietà – il fondo sovrano degli Emirati – per aggirare il fair play finanziario. La sentenza arriverà nelle prossime settimane. Ma intanto il City, nel bene e nel male, negli ultimi anni ha riscritto la storia del calcio, vincendo otto campionati e una Champions League.
È dall’altra parte della città, però, che troviamo il club paradigma del nuovo calcio finanziario: il Manchester United. Quella che una volta era la squadra più nota e vincente del Regno Unito ha smesso di vincere proprio in concomitanza con l’ascesa dei rivali cittadini. E i bilanci del club, quotato alla borsa di New York, fanno piangere più della squadra in campo. Al 30 giugno 2026 il Manchester United ha chiuso il bilancio con una perdita netta di 43 milioni di sterline (57 milioni di dollari). È il settimo bilancio consecutivo in perdita. Ma, come vedremo, qualcosa non quadra.
Vincere non serve a niente, ma nemmeno avere i bilanci in regola
Dopo aver vinto tutto già negli anni Sessanta, sotto la guida di Sir Alex Ferguson il Manchester United dagli anni Novanta agli anni Dieci ha dominato ovunque. Tredici campionati, due Champions League e svariati altri trofei lo hanno trasformato in una delle squadre più famose e vincenti della storia. Poi tutto è cambiato. Nel frattempo, infatti, con il famoso acquisto in leveraged buyout (a debito) del club da parte di un fondo con sede in Delaware nel 2005, il Manchester United è diventato apripista della finanziarizzazione del calcio. E dall’addio di Ferguson nel 2013 (e gli ultimi due bilanci in attivo) il Manchester United ha presentato dieci bilanci su dodici in negativo. Di questi gli ultimi sette consecutivi sono in rosso.

Il bilancio presentato al 30 giugno 2026, come detto, segna una perdita di 43 milioni di sterline. In peggioramento rispetto ai -33 milioni dell’anno precedente. E in lieve miglioramento rispetto ai -113 di due anni fa. In totale dal 2019, ultimo bilancio in attivo, il club ha dichiarato perdite per oltre 450 milioni di sterline. E a questo si aggiunge che, secondo la Bbc, il debito del club è ancora superiore al miliardo di sterline. Eppure il valore del club continua a crescere a dismisura. Acquistato per circa 800 milioni sterline nel 2005, oggi secondo Forbes il club vale oltre 7 miliardi di sterline.
Dopo la disastrosa stagione scorsa conclusa con il quindicesimo posto in classifica, attualmente la squadra è dodicesima. Ha cominciato l’anno con una sola vittoria in cinque partite. Ma da inizio anno le azioni del Manchester United quotate al New York Stock Exchange hanno guadagnato quasi il 24% e il settimo bilancio consecutivo in perdita ha visto però ricavi record per 677,6 milioni di sterline, con un utile operativo di 22,6 milioni. Il tutto nonostante la mancata partecipazione alle coppe europee per la prima volta in dieci anni. Per questo, sempre a bilancio, per la prossima stagione si prevedono ricavi ancora in crescita fino a 760 milioni. A dimostrazione che nel calcio finanziario non solo vincere non serve a niente, ma nemmeno avere i bilanci in regola.
Una volta il Manchester United vinceva tutto, ora vende l’erba ai suoi tifosi
Ecco perché, al di là delle eventuali ipotesi criminali che riguardano il Manchester City, è proprio lo United a rimanere emblema del calcio finanziario. Sul campo non vinci nulla, in assemblea presenti bilanci in negativo, eppure il valore del club continua ad aumentare. E così gli investitori nei fondi che posseggono il club – una volta li avremmo chiamati padroni – continuano a guadagnare. Alla faccia dei tifosi, e dello sport. Intanto i proprietari, da un lato, continuano a investire: hanno già stanziato una sessantina di milioni per acquistare i terreni su cui sorgerà il nuovo stadio, un’operazione da almeno 2 miliardi di dollari. Dall’altro, continuano ad accanirsi contro i dipendenti e i tifosi del club.
Come raccontato da Valori, già due anni fa la geniale idea del nuovo co-proprietario Jim Ratcliffe per coprire le perdite finanziarie è stata quella di licenziare centinaia di dipendenti. Mentre ad altri sono stati tolti i pasti aziendali o è stato negato l’accesso allo stadio, riservato oramai ai super ricchi. Ma questa volta, se possibile, il Manchester United ha oltrepassato ogni soglia del ridicolo. Per rifinanziarsi il club ha infatti deciso di mettere in vendita le zolle del manto erboso dello stadio di Old Trafford. 125 sterline per una zolla di terra ed erba di 7×7 centimetri. È proprio il caso di dirlo. Una volta il Manchester United vinceva tutto, ora si è ridotto a vendere l’erba ai suoi tifosi.




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